I Palombari del Comsubin hanno individuato il relitto del peschereccio AleMax affondato dopo la collisione con il traghetto Sharden lo scorso 10 agosto. Oltre al peschereccio rinvenuto a una profondità di 88 metri, il comunicato della Guardia Costiera riporta che “è stata trovata una salma adagiata sul fondo”.
Il corpo appartiene a Mandi Diomè, il marinaio senegalese, imbarcato insieme al comandante Mario Langiu, dato per disperso nell’immediatezza del tragico evento. Per settimane, dopo l’incidente avvenuto al largo di Golfo Aranci, il 41enne, padre di tre figli, era stato cercato per mare e lungo le coste. La Capitaneria, l’elicottero della Guardia Costiera e anche i pescherecci di Golfo Aranci non avevano trovato alcuna traccia dell’uomo.
Per questo motivo si era fatta strada l’ipotesi che Mandi non avesse avuto scampo andando a fondo insieme alla barca distrutta dall’impatto con la nave traghetto. Come si ricorderà il giovane comandante, rimasto miracolosamente illeso, si era aggrappato ad un pezzo galleggiante della barca riuscendo poi a salire sulla zattera dell’imbarcazione stessa emersa a pochi metri da lui. A quel punto, Langiu aveva lanciato un razzo segnalatore che era stato avvistato da una barca a vela non distante. Il golfarancino era stato poi trasbordato su una motovedetta della Guardia Costiera giunta sul posto.
Per il momento, le condizioni meteomarine, particolarmente avverse, non hanno reso possibile l’intervento necessario per il recupero del corpo ad opera dei Palombari della Marina Militare.
Proprio questa mattina il Procuratore della Repubblica Gregorio Capasso si era recato a bordo di Nave Anteo accolto dal comandante Corrado Rocca e accompagnato dal personale inquirente della Guardia Costiera di Olbia. La nave della Marina rimarrà in zona in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche per operare il recupero del corpo che si prevede si possa portare a termine non prima di venerdì 24 novembre.



