OLBIA. Una tranquilla domenica al mare per una giovane famiglia composta da un uomo con la fidanzata e la figlia si stava per concludere con il rientro a casa quando, per un banale urto dello specchietto da parte di una Renault Clio in fase di sorpasso, si è sfiorata la tragedia. La donna, scesa dal Range Rover, con il marito, è stata presa per i capelli e minacciata con un martello.
Il racconto di uno dei protagonisti della vicenda accaduta a Olbia sembra somigliare alla trama del film Un giorno di ordinaria follia di Joel Schumacher. Sono circa le 18:00 di ieri, domenica 3 luglio, quando i tre si trovano in auto, in viaggio verso Olbia. Nella discesa del Pozzo Sacro, il Range Rover sul quale viaggiano viene sorpassato da una Renault Clio, con due uomini a bordo di circa sessant’anni, che gli taglia la strada. “Ho suonato il clacson – racconta il proprietario del Suv – e ho accelerato. A quel punto la Clio ha urtato il mio specchietto e per questo motivo ho fatto segno al conducente della Renault di fermarsi ma lui ha accelerato nel tentativo di scappare.
Così l’ho inseguito nel rettilineo di Macro e l’ho sorpassato chiedendogli di fermarsi per valutare l’effetto dell’urto. Non avevo alcuna intenzione di provocare una rissa, volevo solo il riconoscimento del danno”.
Il giovane racconta che la Clio inchioda e tutti, tranne la ragazzina di 13 anni, scendono dalle auto. “In un primo momento i due negano di aver impattato contro la mia macchina – prosegue nel racconto il conducente del Range Rover – ma poi l’uomo inizialmente seduto sul lato passeggero si dimostra collaborativo e mi segue per constatare il danno”.
Ed è proprio in quel momento che succede l’impensabile. “Mi giro e che vedo che il conducente della Clio ha afferrato la mia fidanzata per i capelli con una mano e con l’altra è pronta a colpirla con un martello da carpentiere. D’istinto riesco a bloccarlo ma il colpo arriva dritto alle mie mani e lui, divincolandosi, dà una gomitata alla mia compagna. Poi, in una frazione di secondo, le strappa la maglietta e la scaraventa per terra”.
La scena accade davanti agli occhi della ragazzina che sta in macchina. L’uomo chiama il 112 e sul posto arrivano due due pattuglie dei Carabinieri e un’ambulanza del 118 che trasporta la donna in ospedale. Fortunatamente non emerge nessuna fattura ma diversi traumi certificati dai medici.
“Abbiamo vissuto una storia folle – aggiunge il giovane che oggi con la compagna ha sporto una dettagliata denuncia in caserma anche alla luce del fatto che gli autori dell’aggressione sono stati identificati dai militari sul posto -. È stata un’esperienza terribile. Se non mi fossi voltato in tempo chissà cosa sarebbe successo”.
Il giovane conclude che dall’aggressore non è arrivato alcun segno di pentimento. “Al contrario, mentre i Carabinieri sul posto prendevano le mie generalità mi ha persino minacciato dicendo “Ora so chi sei e so dove trovarti“.
Io e la mia famiglia da ieri stiamo vivendo un incubo. Non avrei mai pensato potesse capitare una cosa del genere in una piccola città come Olbia”.


