OLBIA. In merito alla vicenda della scomparsa di Rosa Bechere, la famiglia Cozzolino, in parte residente nel condominio di via Petta 25, interviene attraverso una breve nota inviata dall’avvocato Antonio Fois. “Respingiamo con fermezza e distacco – si legge nel documento – le accuse giunte a mezzo stampa”.
In buona sostanza, la famiglia di Tony Cozzolino, l’uomo morto per le bruciature provocate da Davide Iannelli, marito di Rosa Bechere, che non è in alcun modo indagata per la scomparsa della donna, respinge anche le insinuazioni che la tirano in ballo con la motivazione della “vendetta” nell’intera vicenda.
“Auspichiamo – conclude la nota – un’immediata risoluzione del “caso” Bechere con il ritrovamento in vita della povera donna scomparsa, ma teniamo a precisare che le due vicende sono profondamente distinte, sia sotto il profilo umano e sia sotto il profilo giudiziario. Attendiamo a breve il rinvio a giudizio di Davide Iannelli che dovrà rispondere del reato di omicidio volontario, aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi, mantenendo incondizionata la fiducia da sempre mostrata nei confronti della magistratura”.


