★VIDEO★ Porto Rotondo. Il conte Luigino Donà dalle Rose voleva ricreare un posto che non facesse distinzioni tra mare e terra. Più che una banale copiatura voleva trasferire quel gusto del bello che ha reso immortale la sua Venezia. Niente Palladio, Tiepolo e Tintoretto, irripetibili artisti dei Doge ma Ceroli, Cascella e Sangregorio. Arte contemporanea, a tratti neoclassica, ma che guarda al futuro come galena di grandi velieri scruta la terra.
Con questo approccio istintivo i fratelli Nicolò e Luigino cominciarono i lavori partendo da quella piscina naturale a forma di elisse con una precisa indicazione: i moli a sfioro d’acqua. Niente distacco da trasparenze e profumi di elicriso e mirto. Una falcata più ampia con le gambe che sostituiscono le braccia. Sotto fluidi e sabbie, e sopra soltanto il cielo. D’inverno Porto Rotondo dà il meglio di sé. Niente clamore e soprattuto niente rumore. Solo il suono della bellezza. Ecco il video di Porto Rotondo a dicembre ▼


