“Cari amici, parenti, compaesani tutti, vorrei rilasciare una piccola testimonianza per chi ancora non crede che questo virus esista, non rispetta le regole e continua a prendere la cosa con tanta leggerezza”. È così che inizia la lettera di una donna gallurese risultata positiva al covid.
“Sono stata ricoverata in condizioni gravi per 7 giorni al san Giovanni Paolo II. Purtroppo, il personale, per quanto bravo, è molto ridotto. Sono già morte 2 persone dal mio ricovero.
Il 17 mi trasferiscono al Mater Olbia. Arrivata qui sembrava tutto ok fino a quando, intorno alle 22:00, salgono tre medici dalla terapia intensiva per dirmi testuali parole: ‘Buonasera Signora. Purtroppo abbiamo il dovere di informarla che la sua situazione è molto molto grave, lei ci sta lasciando la pellaccia. Abbiamo questa notte di tempo per decidere se intubarla o meno’.
Avevo il terrore di non poter rivedere più la mia splendida famiglia. Questo mi ha scatenato una tale rabbia contro il mostro che ho cercato di reagire con tutte le mie forze. Fermo restando che la forza me l’ha data il Signore e tutti i miei cari e tutti voi, tutto il personale del Giovanni Paolo II e del Mater Olbia, infermieri e medici molto umani, dai più giovani ai meno giovani.
Dopo lunghi 11 giorni di terrore, sono riuscita a dormire due ore. Ora sono più serena. Finalmente c’è stato, seppur piccolo, un miglioramento dopo l’ultima tac.
Vi invito a riflettere. Pensate se dovesse capitare a una vostra persona cara perché non ci avete creduto. Riuscireste mai a perdonarvelo? Questo mostro esiste, eccome se esiste.
Spero che questa mia piccola testimonianza possa servire a far capire che, se non per stretta necessità, dovete restare a casa. Auguro a tutti un grande in bocca al lupo e spero che questa maledetta pandemia ci abbandoni al piu presto. Un abbraccio a tutti e grazie di cuore per la vostra vicinanza dimostrata a me e alla mia famiglia”.


