“Avete preferito il Billionaire alla nostra salute”. Chi lo ha scritto avrebbe potuto indirizzarlo a Ranucci che lo avrebbe potuto usare come sottotitolo all’indagine di Report andata in onda su Rai 3. La scritta è comparsa nel pomeriggio su un muro a Cagliari e si riferiva all’anticipazione del programma pubblicata su internet in tarda mattinata. La puntata di Report si è occupata dell’apertura delle discoteche ad agosto in Sardegna e ha fatto emergere alcuni aspetti inediti e, a tratti, anche sorprendenti.
APRIAMO O CHIUDIAMO. Come si ricorderà si formarono due schieramenti diametralmente opposti. Da una parte la popolazione e qualche sindaco come Domenico Mannironi di San Teodoro, chiedevano la chiusura immediata, dall’altra la politica regionale, invece, si espresse a favore. Poi arrivò il DPCM di Conte che le chiuse d’ufficio, ma il danno ormai era già fatto. Centinaia, forse migliaia, di contagi erano già in fase di moltiplicazione al punto che, per molti, ancora oggi ne paghiamo le dolorose conseguenze.
UNDER PRESSURE. L’inchiesta ha messo in luce le pressioni politiche ricevute da Solinas per tenere aperta l’industria del divertimento fino a quello che il direttore di Report, Sigfrido Ranucci, ha definito il “coming out” del capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu: l’ammissione di aver premuto sul governatore per non chiudere le discoteche a Ferragosto. In ballo c’erano contratti con artisti di fama mondiale, tanti soldi e anche tanti posti di lavoro. L’idea era quella di temporeggiare alcuni giorni per non perdere l’unico anelito di turismo del tragico 2020. Ma a che prezzo?
IL PARERE FANTASMA. Ma il programma di Rai 3 ha fatto emergere anche un altro aspetto, forse più grave e fino a oggi caduto nel dimenticatoio. Lo stesso Solinas, per giustificare l’apertura dei locali, aveva dichiarato di aver preso a riferimento il “parere del comitato scientifico”. Sulla base del parere positivo la politica, come spesso accade, si deresponsabilizza. Se lo hanno detto gli scienziati che si accenda, una volta per tutte, il semaforo verde ai locali della movida in tutta l’isola, soprattutto in Costa Smeralda. Ma di tale certificazione, ancora oggi, non c’è traccia.
CHI L’HA VISTO? Giagoni (Lega) e Satta (PSd’Az) ne hanno parlato ma, a quanto pare, il documento nessuno l’ha mai visto. Ci avventuriamo a considerare la probabilità che non ci sia mai stato, o peggio, potrebbe anche aver riportato parere negativo, come del resto chiedevano i sardi a gran voce (basta leggere i commenti sui social increduli – per usare un eufemismo – sotto l’ordinanza di apertura). Anche Zedda (opposizione) non ne ha mai ricevuto copia malgrado la richiesta ufficiale formulata il giorno dopo, il 12 agosto.
L’OCCASIONE PERSA DALL’OPPOSIZIONE. Infine, per sgomberare il campo dal fatto che l’apertura delle discoteche sia stata una questione che riguarda la sola maggioranza, giova ricordare che praticamente tutto il consiglio, in quella famigerata settimana di ferragosto, si era espresso a favore della loro apertura. Il peccato originale, dunque, non riguarda solo il governatore e il suo esecutivo. L’ordinanza n.38 dell’11 agosto, infatti, è stata sostenuta con favore praticamente da tutti i consiglieri regionali. Olbianova, nello specifico, proprio il 12 agosto alle ore 14:31, aveva pubblicato un pezzo con il parere dei consiglieri galluresi compresi Giuseppe Meloni (PD) e Roberto Li Gioi (M5S). Tutti favorevoli.
Ecco l’articolo:
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