Tre mesi senza stipendio. Così, i dipendenti della Sittel hanno dichiarato lo stato di agitazione, con una protesta di due ore, dalle 8:00 alle 10:00, nelle sedi di Olbia e Cagliari.
“I lavoratori – ha dichiarato Anna Mannoni, segretaria regionale Slc Cgil e coordinatrice territoriale Sassari-Olbia – spesso devono far fronte con i loro mezzi privati a carenze gestionali ed economiche alle quali dovrebbe far fronte l’azienda. Nonostante siano in credito di tre mensilità, si applicano giornalmente a svolgere nel modo migliore le proprie mansioni, spesso anticipando di tasca propria spese per strumenti di lavoro e mezzi di trasporto; in alcuni casi anche per il carburante. Tutto questo denota il grande senso di responsabilità dei lavoratori. Lo stesso non si può dire dell’azienda, che riversa tutta la sua scarsa organizzazione sui propri dipendenti”.
Le prestazioni dei lavoratori della Sittel fondamentali per la tenuta dell’economia della Gallura, garantendo il funzionamento dei collegamenti a internet delle aziende e delle famiglie. Erede di Alcatel, Sittel ha in appalto i servizi di Tim e Open Fiber. I tecnici Sittel si occupano di installare la fibra a casa o nelle aziende private e di riparare i guasti.
La protesta è la seconda dell’anno. A luglio, infatti, i lavoratori hanno manifestato lamentando la mancata corresponsione dello stipendio da parte della società.
La Slc Cgil sarda chiede che la vertenza, in quanto strategica perché tocca la telecomunicazioni, veda coinvolte tutte le istituzioni e in particolare il ministero del Lavoro a garanzia e tutela di accordi che favoriscano il riconoscimento dei diritti dei lavoratori, la loro professionalità e il loro ruolo fondamentale per l’economia e la società.


