Sono saliti a 123 casi positivi a Olbia. Rispetto all’ultima volta in cui il sindaco ha ufficializzato i numeri, i casi sono praticamente raddoppiati. I dati sono fermi, però, al 19 settembre scorso. Mancano all’appello i risultati degli ultimi due giorni ma ciò che appare grave oltre che incomprensibile, sta nel fatto che l’Ats non avrebbe ancora inserito gli esiti dei tamponi effettuati fino a oggi dal Mater Olbia.
Il sindaco Nizzi non vuole accendere polemiche, dice, ma, al tempo stesso, non fornisce spiegazioni sul disservizio. Il primo cittadino, nonostante l’evidente aumento record in città, non si dice preoccupato per la recrudescenza del virus ma invita fermamente a “utilizzare seriamente la mascherina ed evitare ogni forma di feste familiari. Così come ai funerali: sospendiamo le condoglianze e qualsiasi contatto”.
Il sindaco ha aggiunto anche che gli ospedalizzati “sono 5 o 6 e quasi tutti sono asintomatici”, poi aggiunge che ci sono “solo 7 positivi in quarantena”, un dato che pare impossibile visto che tolti i 5 o 6 ospedalizzati gli altri più di 100 dovrebbero essere inseriti nel computo dell’isolamento domiciliare. Insomma, la sensazione è che siamo davanti ad un pasticcio di numeri che evidenziamo falle nell’organizzazione centralizzata.
Altro dato, questo sembrerebbe certo, ci sono “pochi anziani positivi. In gran parte sono giovani – ha detto Nizzi – e nessun neonato”. In attesa di capire veramente come vanno le cose a Olbia non resta che attendere e sperare che gli incaricati dell’Ats o della Assl abbiano una maggiore contezza dei casi postivi nel territorio comunale.


