Non è fortunato l’esordio della Geovillage Hermaea Olbia nel campionato di Serie A2. Al PalAltogusto le biancoblù hanno ceduto al tie-break alla Sigel Marsala in una gara caratterizzata da un’altalena di emozioni. Dopo un buon inizio l’Hermaea è calata nella fase centrale del match dando la sensazione di poter cedere l’intera posta in palio alle siciliane.
Proprio in extremis è arrivata una veemente reazione che è rimasta, però, parzialmente incompiuta: nel finale, infatti, la Sigel ha mostrato maggior lucidità ed è riuscita a conquistare la vittoria.
“È stata dura – commenta coach Giandomenico – si trattava a tutti gli effetti della nostra prima gara, vista l’impossibilità di disputare delle amichevoli. Siamo partiti bene, poi ci sono stati dei passaggi a vuoto pesanti che hanno consentito alle avversarie di prendere fiducia. La reazione del terzo set è stata vanificata da alcuni errori banali, mentre nel quarto abbiamo prevalso grazie alla determinazione. Durante il tie-break, infine, ci siamo piantati definitivamente sul 6-3 in nostro favore. Ad ogni modo sono fiducioso, abbiamo soltanto bisogno di lavorare sodo per trovare equilibri e meccanismi”.
“Abbiamo giocato contro una squadra abbastanza simile a noi in termini di valori – dice il presidente Sarti – credo però che Marsala abbia prevalso con merito. Ci avrebbe fatto piacere esordire con una vittoria. La prestazione di squadra non mi è piaciuta granchè, anche se devo ammettere di aver visto delle buone individualità. Sono convinto che il coach riuscirà a mettere a posto tutti i tasselli nelle prossime settimane”.
Questo il tabellino della gara:
HERMAEA OLBIA-SIGEL MARSALA 2-3
PARZIALI: 25-23, 18-25, 25-27, 25-23, 10-15
OLBIA: Joly 23, Korhonen 26, Stocco 3, Ghezzi 18, Coulibaly, Zonta ne, Caforio L, Barazza 1, Ciani ne, Angelini 5, Poli ne. Allenatore: Emiliano Giandomenico
MARSALA: Casertane, Gillis 20, Caruso 11, Colombano, Pistolesi 25, Vaccaro L, Parini 7, Demichelis 4, Mazzon, Mistretta L, Nonnati, Soleti 18. Allenatore: Daris Amadio
ARBITRI: Stefano Nava e Michele Marconi


