“Ad oggi, l’ultima verifica è quella di avantieri del 1 di settembre, abbiamo nel territorio comunale 69 positivi tutti asintomatici o con pochi lievi sintomi. Solo uno di questi è ricoverato in ospedale ma per altri motivi. Posso quindi dire che stanno tutti bene. Abbiamo in contemporanea 59 persone non positive, che sono state in contatto diretto e che dovranno fare la quarantena”. Lo ha comunicato il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, nel corso di una conferenza stampa.
Nizzi è apparso tranquillo e per nulla preoccupato dei numeri e ha parlato di un problema di comunicazione con la Regione. “All’appello – ha aggiunto il sindaco – mancano tre persone di cui abbiamo conoscenza che non compaiono nella lista”. Quindi al momento, verosimilmente, sono 72 le persone risultate positive ai test.
Dei 69 positivi – ha sottolineato – solo il 15% è residente a Olbia, gli altri sono turisti. Non abbiamo mai dato retta alle voci che davano centinaia e centinaia di positivi. Erano e sono tutte bugie! Si parlava di intere famiglie positive e c’era chi sosteneva si dovesse chiudere la nostra città con barriere ermetiche. Niente di tutto questo. Non vi sono mai stati problemi seri per la salute dei concittadini. Ci siamo comportati come sempre. Abbiamo attivato le verifiche da parte delle forze dell’ordine e la Polizia Locale, l’assistenza tramite Protezione civile e servizi di volontariato, i Servizi sociali e quanto necessario previsto dalle norme vigenti”.
Per quanto riguarda il flusso dei dati “c’è stato un piccolo buco nel sistema regionale e che non ci ha permesso di avere i numeri continuativi per 4 o 5 giorni. E questo ci ha preoccupati nonostante le rassicurazioni verbali. Per questo motivo, dopo aver parlato più volte con i responsabili territoriali e regionali del sistema di accertamento, ho preso carta e penna e ho inviato una nota a Cagliari chiedendo ufficialmente di darci i dati aggiornati e di non lasciare la nostra comunità e l’amministrazione comunale in condizioni di non poter svolgere il proprio dovere: verifica e salvaguardia e salute pubblica. E ieri, finalmente, ci hanno mandato i dati”.


