“Nell’art. 94 del “Cura Italia” emanato il 17 Marzo scorso, erano previste alcune misure per mitigare l’impatto sociale dovuto alla messa in liquidazione della compagnia aerea Airitaly. La norma, cosi come scritta, fin da subito ha dimostrato diversi coni d’ombra rispetto alla propria applicabilità e, nonostante le diverse rassicurazioni in merito all’erogazione degli ammortizzatori sociali da parte di alcuni rappresentanti del Governo, ad oggi i Lavoratori, i Sindacati, e i Liquidatori non sono ancora a conoscenza dei vari aspetti tecnici che determinano l’applicazione degli stessi”. È quanto sostengono le segreterie territoriali di Filt Cgil (S.Prontu), Fit Cisl (G.Langiu), Uiltrasporti (E.Manca) e UGL TA (J.Lisanti).
“Nell’attesa degli esiti del tavolo tecnico interministeriale promesso dalla Ministra De Micheli durante l’ultima videoconferenza avuta in presenza dei liquidatori della compagnia, crescono forti le preoccupazioni, soprattutto con l’approssimarsi del termine allo stop ai licenziamenti. Consci dei grandi sforzi messi in campo dal Governo per trovare soluzioni strutturali all’intero del comparto, i Lavoratori Airitaly attendono di conoscere quale sarà il proprio destino, anche in funzione delle opportunità prospettate ai colleghi di altre compagnie italiane”.
Come già dichiarato dai Segretari Territoriali delle quattro organizzazioni confederali maggiormente rappresentative nel settore: “Il tempo non è una variabile indipendente, bisogna fare in fretta ed è essenziale dare risposte a quelle professionalità basilari per il Trasporto Aereo Nazionale. Serve chiarezza sul tema degli ammortizzatori sociali e soprattutto bisogna lavorare ad una soluzione che garantisca il mantenimento dei livelli occupazionali sfruttando anche le opportunità che il “Decreto Rilancio” ha messo in campo. Inoltre crediamo che le Regioni di concerto con i Ministeri e il Management di nuova nomina, si debbano attivare per creare quelle condizioni che diano prospettiva ai Lavoratori Airitaly”


