Ricordo da bambino la festa campestre della piccola chiesa di Spiritu Santu, la raccolta degli asparagi selvatici e mio padre che mi raccontava della caccia ai tordi che spesso finiva con enormi porcini, raccolti sotto quelle querce, dove oggi scorre il percolato.
Se tutto fila liscio i residui prodotti dalla enorme discarica vengono convogliati verso delle vasche di raccolta dove autobotti quotidianamente aspirano migliaia di litri di maleodoranti liquami per conferirli e successivamente trattarli presso il depuratore di Cocciani, a poche centinaia di metri da dove da ragazzi si andava ad arsellare.
Sulla collina che sovrasta la piccola chiesa campestre, migliaia di tonnellate di rifiuti sono stati interrati negli anni e ancora oggi si continua a conferirne ininterrottamente.
Nessuna amministrazione regionale o locale negli ultimi decenni ha lavorato seriamente ad un progetto alternativo. Si è parlato di un impianto coperto per trattare la frazione umida organica ma per ora l’unica certezza è che la discarica é in piena attività. Negli ultimi anni nonostante le lamentele di chi abita nelle vicinanze ed evidenti criticità si è permesso di ingrandirla ancora.
Ci sono giorni in cui i miasmi prodotti dalla discarica raggiungono la spiaggia di Porto Istana e a seconda del vento anche la strada per Porto San Paolo fino alla Corallina. In assenza di vento gli odori molesti si espandono a 360 gradi interessando anche la zona del Mater Olbia e soprattutto per svariati km le aree limitrofe della frazione di Murta Maria, dove in alcune giornate l’aria è veramente mefitica. Dipende dal vento.
Ma fortunatamente il vento gira e gli odori a volte passano, quello che non passa e che stiamo lasciando in eredità a chi verrà dopo di noi è la bomba a orologeria sotterrata sotto quella collina. Prima la discarica comunale poi quella attuale gestita dal Consorzio industriale giacciono sotto il terreno e inesorabilmente prima o poi le infiltrazioni di liquami percoleranno raggiungendo le falde sotterranee.
A quel punto i problemi si potrebbero spostare a valle fino ai piccoli rigagnoli che confluiscono nello stagno delle vecchie saline o peggio direttamente nel rio di la Castagna, affluente sud del fiume Padrongianus. Non è allarmismo, è semplicemente una possibilità ed è abbastanza probabile che ciò accada con il passare del tempo e con l’aumentare dei materiali conferiti. I teli plastici impermeabili posizionati a proteggere il sottosuolo dalle infiltrazioni hanno una durata di molti anni, e assodato che tutto sia stato fatto a regola d’arte potranno reggere comunque a tempo determinato.
L’inquinamento dell’acqua di falda. (Geografia fisica A.N.Strahler):
L’eliminazione dei rifiuti solidi è uno dei maggiori problemi ambientali, un metodo è quello dell’interramento mediante discariche nelle quali i rifiuti, disposti in vari strati, vengono continuamente coperti, i rifiuti sono soggetti a reazioni chimiche con l’acqua piovana che percola infiltrandosi nel suolo, quest’acqua assorbe una grande quantità di ioni dall’ammasso dei rifiuti e trasporta verso il basso raggiungendo talora la falda, il liquido inquinante si sposta per percolazione verso il basso e poi radialmente verso le zone dove la falda è più depressa. Dove la superficie freatica ha un inclinazione anche modesta, ciò che generalmente avviene ovunque, il lisciviato, o qualsiasi sostanza inquinante, si sposta diffondendosi a macchia lungo le direzioni di scorrimento della falda acquifera.
Un cittadino di Olbia


