★VIDEO★ Marino De Rosas si conferma, se mai ce ne fosse bisogno, musicista brillante e sensibile, quando imbraccia la sua chitarra; e divertente, quando intrattiene il pubblico tra un brano e l’altro. Inutile dirlo: ieri sera, nell’angolo verde dietro il museo archeologico, sull’isola Peddone, ha colpito ancora una volta nel segno. Presente la platea dei grandi concerti – o, come preferisce dire lui, “incontri musicali” – per celebrare uno degli esponenti più grandi della storia della musica olbiese.
A fine serata, quando si concederà un godibile medley unendo Beatles, Rolling Stones e Led Zeppelin, dirà che “se ci sono musicisti narcisisti, quelli sono i chitarristi, che vogliono suonare sempre da soli”. In realtà, Marino De Rosas per raccontare il suo viaggio musicale si fa accompagnare da Fabrizio Leoni al basso e contrabbasso, Paolo Zuddas alle percussioni e Manuel Rossi Cabitza alla fisarmonica.
La prima parte del concerto è dedicata tutta a “Intrinada”, l’ultimo album di De Rosas, pubblicato lo scorso gennaio. Otto tracce che il chitarrista ripropone dal vivo in quartetto, offrendo continui rimandi al sound della sua terra, la Sardegna, immersi in una cornice che diventa più ampia, melodie internazionali riconducibili ora alla Spagna, ora all’Irlanda, ora all’America Latina. “Remada” viene concepita, racconterà Marino De Rosas, volando con le sei corde direttamente in Polinesia.
“Alguer Morena” e “Alguer Blanca” sono due splendide perle che vanno a braccetto tra loro, la descrizione in musica di due ipotetiche ragazze algheresi, la prima mora, l’altra bionda. Sul palco è Leonarda Catta a trasformare le note in danza. “Genna Silana” chiude il cerchio, si ritorna alla traccia di apertura del disco, e chitarra elettrica in mano (una Fender dello stesso De Rosas del ’64), compare Andrea Pica, altro musicista virtuoso, che ha organizzato la serata e co-prodotto l’album. L’esibizione corale chiude il sipario su “Intrinada”.
Ma non sullo spettacolo, che continua con altri successi del chitarrista, tra questi l’accoppiata “Meridies”-“Crêuza de mä”, che era solito proporre insieme ad Andrea Parodi e che viene cantata da Barbara Magnoni. L’esibizione si conclude sotto gocce di pioggia estiva, ma soprattutto salutata dal grande applauso finale del pubblico. Di seguito il video di “Genna Silana” in chiusura di serata.


