Da lunedì 10 settembre il Colonnello Umberto Tamborrino prenderà servizio a Roma, come Capo Ufficio Addestramento del Comando delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri. Un traguardo che arriva dopo una lunga carriera, dopo gli ultimi tredici anni al Comando provinciale di Campobasso e, tra le altre, dopo l’esperienza come comandante del Nucleo Elicotteri di Olbia dal 1992 al 1994. Dove fu protagonista di un particolare incidente.
Il Colonnello Tamborrino, laureato in Scienze Politiche presso l’università di Bari e in Scienze della Sicurezza a Roma-Tor Vergata, ha ricoperto vari ruoli nella sua carriera e ottenuto diversi riconoscimenti. E tra questi sbuca il riconoscimento come “Vittima del Dovere”, decretato dal Ministero dell’Interno a seguito di un incidente di volo occorsogli quale pilota di elicottero nel 1993 ad Olbia.
Scopriamo di più. L’incidente avvenne nel gennaio 2013, quando lui, 31 anni e capitano, e il brigadiere Paolo Mameli, 30 anni, dovettero prendere il volo per un servizio ordinato dal ministero degli Interni.
I due partono con l’elicottero da Venafiorita, ma dopo appena dieci minuti qualcosa non va. Dall’alto della loro esperienza di più di mille ore di volo, entrambi si accorgono subito della gravità della situazione. E’ lo stesso Tamborrino a contattare la torre di controllo dell’aeroporto di Olbia, da dove arriva l’ok per un atterraggio anticipato.
Ma ecco che proprio in fase di atterraggio il rotore posteriore si blocca. Così, improvvisamente. E “Schizza via come un proiettile” diranno i testimoni, come si legge in un articolo di Tony Addis su La Nuova del ’93. I due a bordo fanno di tutto per tenere il controllo dell’elicottero che intanto ha iniziato a girare a vortice su se stesso. Poi, ad un’altezza di circa quindici metri, precipita e si schianta sulla pista. Frattura della prima vertebra lombare per il capitano Tamburrino, frattura della dodicesima dorsale e della prima lombare per il brigadiere Mameli: questo il referto.
Poteva andare peggio. Bisogna tirare in ballo la dea bendata, sì, ma soprattutto la bravura dei due carabinieri, che prima di quel giorno avevano più volte preso il volo in situazioni d’emergenza e trasportato malati in vari ospedali.


