Per accantonare le polemiche dei giorni scorsi dopo il tributo mal riuscito ad Aretha Franklin, ieri, all’Anfiteatro Mario Ceroli di Porto Rotondo, Giusy Ferreri ha tirato fuori un’esibizione più che positiva.
Il concerto rientrava tra gli eventi del Porto Rotondo Festival 2018, messo su da Fondazione Porto Rotondo e Consorzio Porto Rotondo, col patrocinio del Comune di Olbia. Che si sarebbe ballato (e tanto) non c’erano dubbi, Giusy Ferreri lo fa capire subito: “Partiti Adesso”, “Volevo Te” e “L’amore mi perseguita”, i brani di apertura, che per mesi sono stati di casa in tutte le radio. Parafrasando la stessa si cambia stagione con un tuffo nell’autunno col suo primo grande successo, “Novembre”. Arriva la primavera con “Rossi Papaveri” e a circa metà scaletta ecco il momento che tutti aspettavano; “Roma-Bangkok” fa alzare tutti in piedi. “Questa era dell’anno scorso, ma anche questa estate sono stata fortunata…” ammicca la cantante, e parte “Amore e Capoeira”, che conquista definitivamente chiunque.

Da quel momento e per il resto dell’esibizione decine di bambini rimangono sotto il palco a cantare insieme alla Ferreri e rubandole qualche selfie. Arriva “Girotondo”, brano che dà il nome al suo ultimo album e al tour, “Con la band siamo in viaggio da maggio, questo nome perché un po’ ci sentiamo girovaghi, ma in generale mi riferisco al viaggio della vita, che mi ha portato anche a diventare mamma”. Il gran finale è con il bis di “Roma-Bangkok” e “Amore e Capoeira” che porta sotto il palco anche genitori e parte del pubblico. Selfie, applausi e selfie.

Giusy Ferreri, che se ne voglia o meno, da qualche anno è protagonista di un momento d’oro e si conferma regina degli ascolti. Ci si perde tra le decine di milioni di visualizzazioni che accumula sulle piattaforme web. E l’esibizione al Mario Ceroli ha messo da parte le stonature dello scorso 16 agosto a Rimini al Deejay Onstage. Nota a margine: Giusy Ferreri cerca spesso la riflessione tra un brano e l’altro, ma senza mai prendersi troppo sul serio (“La spensieratezza è importante, sono contenta di far anche divertire”). Quasi sempre, al termine di ogni canzone abbandona il palco e lascia la scena ai suoi musicisti. Spazio più che dovuto per una band che esegue in maniera impeccabile l’intera scaletta.

