Com’era? Chi fa da sé fa per tre. Ed è proprio il caso di Gavino Loche, protagonista ieri sera all’Archivio Mario Cervo. In pratica sul palco c’era solo lui e la sua chitarra, ma ad ogni canzone sembrava fossero almeno in due o in tre a suonare. In teoria, è la tecnica del fingerpicking, della quale il chitarrista sardo è attualmente uno dei migliori esponenti in Italia e non solo.
Il musicista, nativo di Perfugas, ha allietato il pubblico per circa un’ora e mezza con un repertorio tratto dal suo ultimo album, “Rock and Pop Songs for Fingerpicking Guitar”, uscito lo scorso venerdì 17 agosto, dove al centro vi sono cover di celebri canzoni. E all’Archivio Gavino Loche si diverte a far indovinare i titoli dei brani che esegue, e che puntualmente il pubblico indovina dopo poche note; si parte con “Children” di Robert Miles, la celeberrima “Mission Impossible”, “Sultans of Swing” dei Dire Straits. “Come mia abitudine ora eseguirò una canzone molto carina di una band emergente inglese che nessuno conosce”, fiato sospeso, “… i Pink Floyd!”, e arriva una fantastica versione di “Another Brick in the Wall”.

Tra un brano e l’altro, Gavino Loche sa intrattenere gli spettatori, ci scherza, prima di “The Final Countdown” indossa addirittura una lunga parrucca grigia per trasformarsi nel frontman degli Europe, Joey Tempest. All’interno del calderone musicale proposto rientrano addirittura i Deep Purple con l’inconfondibile “Smoke on the Water” e un lungo brano di bossa nova, per il quale sale sul palco anche la cantante Serena Lune. I giochi si chiudono con “Come Together” dei Beatles dopo un doppio bis chiamato dal pubblico, giocosamente sollecitato dal chitarrista stesso.
L’Archivio Mario Cervo, sempre in prima linea a sostegno della nuova musica sarda, ha inoltre partecipato alla campagna di crowdfunding per la realizzazione del cd di Gavino Loche. Un progetto musicale molto interessante, registrato con audio 3D; si ha la sensazione, cioè, di stare lì vicino a lui mentre suona. Più di mezz’ora di musica strumentale indurrebbe a qualche sbadiglio anche l’ascoltatore più accanito, il punto forte di “Rock and Pop Songs for Fingerpicking Guitar”, invece, è quello di divertire. Merito senza dubbio della scelta dei dieci brani, tutti famosissimi, dove Gavino Loche abbatte la concezione di “generi musicali” (ce ne sono davvero tanti dentro).

