“Sono entrati i ladri, sono entrati i ladri.” Sono state le prime parole pronunciate con le mani ai capelli quando ha spalancato la porta della camera da letto messa a soqquadro. Ma la brutta sorpresa per una donna di 86 anni, molto conosciuta in città, vedova da soli quattro anni, doveva ancora arrivare.
I cassetti spalancati, i comodini rovesciati, gli armadi aperti, i vestiti e gli oggetti sul letto, l’hanno immediatamente spinta verso la cassaforte. I ladri l’avevano appena ripulita. “Non c’è più nulla” ha detto la signora ad una parente che l’aveva accompagnata a casa intorno alle 23:00. Era il 12 agosto.
I ladri, come è risultato dagli esami del reparto scientifico dei Carabinieri di Olbia, si erano introdotti da una finestra interna. La casa si affaccia direttamente sulla parte centrale della trafficatissima viale Aldo Moro ma la zona notte è situata nella parte opposta.
I malviventi, almeno due persone, avevano rovistato tutta la zona notte alla ricerca di denaro e oggetti di valore. Alcune banconote le avevano trovate nel cassetto di una madia ma non gli bastava. Armati di smerigliatrice hanno puntato dritti alla cassaforte agendo indisturbati per tutto il tempo necessario a creare uno sbrago sufficiente per fa passare una mano. Gioielli, orologi appartenuti al marito, anelli e altri oggetti preziosi, oltre a una consistente somma di denaro sono stati trafugati. Nella denuncia un primo bilancio del bottino è stato quantificato intorno ai 25 mila euro.
La donna ha raccontato ai militari che appena aperta la porta di casa aveva notato del fumo. Una strana polvere nell’aria accompagnata da un odore acre di bruciato. Quando poi aveva toccato la cassaforte a muro, l’aveva trovata caldissima. I ladri, dunque, erano appena andati via, forse disturbati dal rumore della serratura del portone d’ingresso. Per di più le due donne, appena entrare a casa, avevano avuto la sensazione che qualcuno fosse ancora all’interno. Un’impressione scaturita da un leggero rumore accompagnato da un lieve spostamento d’aria. In ogni caso i malviventi avevano fatto in tempo a portare a segno il colpo.
Il resto è una storia di indagini ancora aperte, partite con l’analisi della tracce lasciate dai ladri sulla scena del furto. I carabinieri si sono trattenuti all’interno della casa per oltre tre ore dopo l’allarme alla ricerca di indizi che possano in qualche modo portare ai colpevoli. La donna che ha subito il furto, al di là dei ricordi di una vita spariti nel giro di qualche ora, ha detto ai figli di aver subito “un onta nella sacralità della sua casa” costruita cinquanta anni fa con il marito. Quella sensazione di spazio violato da sconosciuti che difficilmente potrà essere cancellata.


