C’è voluto il rimprovero di una coppia di simpatici inglesi (in fondo all’articolo) per smuovere l’orgoglio dell’amministrazione comunale che questa mattina ha inviato una squadra della I&G Gallura per cancellare le oscene scritte a bomboletta dai resti delle mura puniche. Una buona cosa. Gli stessi operai hanno anche rasato l’erba all’interno del perimetro ma il sito archeologico, tra i più belli del Mediterraneo, resta ancora un posto da evitare, più che da visitare. A cominciare dall’ingresso!
Senza entrare nel merito della zona a valle scambiata per una latrina da orde di barbari, basta affacciarsi da via Acquedotto per capire quanto lavoro c’è ancora da fare per rendere giustizia ai nostri antenati cartaginesi.

La viuzza, infatti, non presenta alcuna indicazione né, tantomeno, spiegazione storica. Il pannello con la descrizione, non si capisce il perchè, è stato collocato in tutt’altra zona. Come se la targhetta di inquilini della nostra casa fosse piazzata in soggiorno e non all’ingresso.
Non solo, a parte il murales sulla parete di sinistra che, almeno in questo caso, ingentilisce e valorizza la piccola discesa prima di arrivare alle mura, si vedono i resti di un’epoca decisamente moderna. Da un basamento di cemento emergono i tubi di una “antica” predisposizione rimasta allo stadio di progetto.
Tra le lamentele dei nostri amici inglesi c’era anche questa. La mancanza totale di indicazioni: le carte turistiche non ne parlano e quando, per caso, ci si avventura da quelle parti, non c’è neanche un straccio di cartello che parli del sito. Morale, va benissimo la ripulitura, per altro si poteva fare meglio, ma il luogo dei nostri avi ha bisogno urgentemente di un nuovo progetto di valorizzazione…prima che i ritornino i vandali moderni a radere al suolo quello che ha resistito persino si vandali antichi.
https://www.olbianova.it/notizie/turisti-in-visita-alle-mura-puniche-il-commento-e-una-vergogna/

