Ecco qui, ci risiamo. Un mese prima della conclamata data di apertura il Mater Olbia fa un nuovo passo indietro e ritorna al via. Altro che gufi, altro che nemici invisibili, il Mater Olbia continua sistematicamente a tradire se stesso e le aspettative create dall’ormai lontano 2014.
L’ultima beffa in ordine di tempo riguarda la mattinata di oggi. Lucio Rispo per il fondo del Qatar accompagnato dalla new entry, Rocco Bellantone in rappresentanza della Fondazione Gemelli, hanno incontrato la commissione Sanità, il governatore Pigliaru e l’assessore della Sanità Arru. E indovinate un po’? La data di apertura prevista per giugno 2018 è stata spostata a fine 2018 o, al massimo, proprio volendo esagerare, ai primi mesi del 2019! Voila, meno di un mese prima si sparecchia tutto senza dare alcuna spiegazione.
Roba da non crederci. E passi che le date di apertura prima le annunciava (e le traslava) il dott. Lucio Rispo, napoletano di Napoli, ma quest’ultima, quella di giugno, era uscita dalla bocca dell’ambasciatore del Qatar a Roma. Allora non sono solo gli italiani a dare i numeri (intesi come calendario). Ora neanche la parola di un composto e rigido dignitario plenipotenziario del Qatar, riportata da giornali e media pochi minuti dopo il suo annuncio avvenuto nell’aula consiliare di Poltu Quadu a Olbia, conta qualcosa. Che delusione. Anzi, diciamolo, che presa per i fondelli.
E che dire del Consiglio comunale di Olbia riunito in pompa magna il 27 aprile scorso, caratterizzato da decine di ampollosi interventi sulla necessità di aprire un ospedale capace di azzerare la passività economica dei viaggi della speranza in uscita dalla Sardegna?
Dal canto suo, Rispo non commenta. Alle continue telefonate e ai numerosi messaggi si è limitato a rispondere “mi sto imbarcando. Atterro domani” – Buon viaggio – gli abbiamo cortesemente risposto.
Dell’incontro di Cagliari resta una nota stringata della Nuova online (in cui non si fa nessun riferimento all’apertura di giugno) che riporta le “solite” e stuccanti dichiarazioni sui programmi futuri: “I primi ambulatori operativi saranno specialistici – ha spiegato Bellantone -. Il primo nucleo sarà incentrato su diabete, neurologia, malattie dell’obesità, gastroenterologia e senologia, oltre a una diagnostica per la chirurgia tradizionale, ecografie e tac, e un’endoscopia avanzata”. (Ma non doveva essere Telemedicina? Ok, prendiamo nota di quest’ultimo elenco e vediamo quando dura.)
Mentre Arru ha aggiunto: “Questo è un ospedale che deve garantire un’asticella elevata e servirà ad intercettare la mobilità passiva dei sardi: ricordo i 16mila ricoveri nel 2016 avvenuti in Lombardia, Emilia Romagna e Lazio e costati 65 milioni di euro”. La stessa dichiarazione che ripete da quando è assessore.
Che fatica sprecata anche la nostra. Quella di giornalisti sempre impegnati a riportare le parole pronunciate in libertà dai politici tutti in fila a inserire nel proprio intervento l’aggettivo più ricorrente accoppiato al Mater Olbia: “eccellenza”.
Ricerca di eccellenza, medici di eccellenza, struttura di eccellenza ecc. Ma che palle d’eccellenza. Non ci resta che aggiornare con l’ultimo tassello il lungo elenco della estenuante timeline fatta in gran parte di bugie riportata nel nostro giornale qui>. Alla prossima.


