Olbia 1 dicembre 2025 – Il Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL) adottato dal comune con la delibera 78 del 24 settembre scorso è stato al centro dell’incontro pubblico ospitato questa mattina al Museo archeologico. In sala poca gente, a parte i tecnici comunali incaricati di illustrare il documento.
Durante l’incontro è intervenuto Francesco Gambella, segretario regionale dell’ITB, che ha definito quella odierna «una giornata da dimenticare» per molti operatori balneari olbiesi, osservando che «se non si muore di Bolkestein si muore di PUL» .
Secondo l’ITB, il nuovo piano comporterebbe la cancellazione «del 60 per cento delle microaziende a conduzione famigliare presenti sul demanio di Olbia» e la perdita di oltre 450 posti stagionali tra bagnini, baristi, camerieri e addetti alle spiagge . L’associazione contesta inoltre l’assenza di confronto con la categoria, sostenendo che «nonostante le tre pec inviate già da un anno e mezzo all’Assessorato, nessuna interlocuzione è finora avvenuta» .
Gambella ha sottolineato anche i possibili effetti economici: l’aumento di valore degli spazi destinati ai servizi, la prospettiva di un’offerta balneare «solo per ricchi» e il rischio di carichi antropici tali da costringere l’amministrazione a introdurre ingressi contingentati alle spiagge comunali. Per l’ITB, una famiglia potrebbe ritrovarsi «a pagare una sosta di almeno 35 euro» per una giornata al mare, con accessi regolati da prenotazioni digitali .
La nota richiama anche i temi della sicurezza, sostenendo che i fondi destinati ad alcune postazioni di salvataggio coprirebbero un solo mese di attività e che le collocazioni previste dal PUL sarebbero frutto «di una non attenta lettura dell’ordinanza di sicurezza balneare» . L’associazione contesta inoltre il rischio di esclusione degli attuali operatori da eventuali futuri bandi e la scelta di approvare un piano ritenuto «datato e superato» rispetto alle linee guida regionali in revisione.
Nel documento l’ITB annuncia che sottoporrà le proprie osservazioni alla Regione Sardegna, confidando in una valutazione approfondita e in un dialogo volto alla definizione delle nuove linee guida dei futuri piani litoranei.


