OLBIA 30 giugno 2025 – L’amministratore di Novamarine, Francesco Pirro, svela i piani di crescita ed espansione dell’azienda nautica, tra nuove assunzioni e stabilimenti all’avanguardia. Ma sull’orizzonte pesa l’incognita delle infrastrutture. A breve è previsto un incontro a Olbia con il presidente dell’Autorità Portuale, Massimo Deiana.
C’è un motore che romba a pieni giri, spingendo verso un orizzonte di crescita, investimenti e innovazione. E ce n’è un altro che rischia di ingolfarsi, frenato da ostacoli burocratici e incertezze che potrebbero bloccare lo sviluppo di un intero territorio. Questa è la doppia velocità che descrive oggi la realtà di Olbia, incarnata perfettamente dalla storia di Novamarine, un’eccellenza della cantieristica che da un lato vola sui mercati finanziari e dall’altro si scontra con la paralisi delle infrastrutture portuali.
Durante l’Investor Day, presente anche Renato Di Maria membro del consiglio d’amministrazione di Novamarine S.p.A., che ha portato in città alcuni finanziatori che hanno scommesso sul marchio, il CEO Francesco Pirro ha tracciato un bilancio positivo per l’azienda ma anche preoccupato per il contesto. “Abbiamo voluto mostrare ai nostri investitori i risultati concreti ottenuti a quasi un anno dalla quotazione in Borsa – ha esordito Pirro -. I frutti del nostro lavoro sono tangibili, come dimostra anche l’ottima performance che il titolo ha registrato da gennaio a oggi”.
Un successo che si fonda su una solida base produttiva e umana. L’azienda conta oggi una spina dorsale di 120 dipendenti diretti, a cui si aggiunge un prezioso indotto di aziende partner che operano all’esterno dei cantieri per garantire il massimo controllo sulla qualità. La scelta strategica di realizzare internamente gli scafi, cuore pulsante di ogni imbarcazione, richiede sempre più spazi e professionalità. “Con l’espansione prevista grazie al nuovo stabilimento, sia per la gamma professionale che per quella da diporto, avremo bisogno di assumere nuovo personale – ha confermato Pirro -. La nostra speranza è di trovare persone qualificate e maestranze esperte che desiderino entrare a far parte della nostra famiglia”.
Il fulcro di questa espansione è il nuovo, imponente stabilimento da 5.000 metri quadrati che sta sorgendo sull’area demolita dell’ex capannone Palmera. Sarà un gioiello di ingegneria industriale, un polo ad alta tecnologia dedicato esclusivamente alla lavorazione della vetroresina. Questo investimento si inserisce in un piano più ampio che vede Novamarine e SNO protagoniste di un progetto di ampliamento che prevede la realizzazione di un moderno versante sul mare, in continuità con l’area produttiva di Su Arrasolu, sfruttando le aree di colmata progettate dall’autorità portuale.
Ed è qui che la corsa della nautica olbiese trova un brusco rallentatore. Il progetto “a mare” è attualmente congelato a causa della bocciatura arrivata con la Valutazione di Impatto Ambientale. Un “no” che ha messo in stand-by sogni e investimenti. “Non possiamo far altro che attendere con fiducia il risultato del ricorso al Tar avviato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna – ha spiegato Pirro, con un velo di amarezza -. Siamo spettatori in attesa. Proprio per fare il punto su questa vicenda cruciale, il presidente Massimo Deiana incontrerà presto i giornalisti qui nella nostra sede. Sarà l’occasione per essere informati direttamente sulle novità in corso”.
La posta in gioco è altissima e va ben oltre i cancelli dell’azienda. “In ballo c’è anche e soprattutto il dragaggio dei fondali del porto di Olbia – ha sottolineato l’amministratore -. Senza le aree di colmata (previste per contenere i fondali dragati nel porto, ndr), la città rischia di non poter più accogliere le grandi navi da crociera e le imbarcazioni di ultima generazione, limitandosi a quelle vecchie che, per un paradosso beffardo, sono decisamente più inquinanti”.
Si profila quindi uno scenario preoccupante: Olbia, la porta principale della Sardegna, potrebbe diventare un porto di serie B, tagliato fuori dalle rotte più moderne e lucrative. In estrema sintesi, per Francesco Pirro, mentre Novamarine dimostra con i fatti che investire, crescere e creare occupazione qualificata è possibile, il futuro della città, così come quello dell’intera economia gallurese, resta appeso a un filo. Un filo che si spera possa essere sbrogliato al più presto, per permettere a entrambi i motori, quello dell’impresa e quello del territorio, di correre alla stessa velocità.


