Con l’inizio del nuovo anno il Comune di Olbia (Servizio Statistica e Toponomastica) ha reso disponibili i dati demografici Istat relativi all’anno 2022. Il dato che emerge, come del resto avviene da metà del secolo scorso, in assoluta controtendenza rispetto al resto della Sardegna, è la crescita esponenziale del capoluogo Gallurese. La popolazione complessiva, secondo i dati Istat è di 61.172 con un + 0,76 rispetto al 2021. Di cui 30.209 maschi e 30.963 femmine. Tra i 7.985 comuni del nostro Paese la città di Olbia guadagna una posizione ed è classificato al 96° posto.
Sul fronte sardo, in termini percentuali, Olbia non ha rivali ed è stabilmente posizionata al quarto posto dopo Cagliari, Sassari e Quartu S.Elena ma, a differenza delle altre città, come si vede dai grafici, è l’unica con il segno positivo.
La crescita della popolazione a Olbia ha radici storiche. Quando la città rappresentava l’ultimo lembo di terra sarda prima dell’emigrazione. Spesso chi era destinato a lasciare l’Isola imbarcandosi verso il continente, finiva per trovare lavoro e si fermava anche stabilmente.
Nel 1951 la città aveva una popolazione di 14.600 abitanti e trent’anni dopo erano il doppio. Enorme balzo in avanti nel decennio successivo con 11mila residenti in più, totale 41mila nel 1991. E poi sempre in crescita fino a oggi malgrado il divario dal 2021 e 2022 sia inferiore alle 500 unità.
Olbia che cresce impone all’amministrazione adeguamenti in termini di servizi. La cronica mancanza di abitazioni e i prezzi alti penalizzano il flusso verso la città mentre, sul versante infrastrutture, il sindaco Settimo Nizzi, nella conferenza di fine anno, ha annunciato la nascita di un polo scolastico integrato vicino alla chiesa di San Michele Arcangelo.



