Una Candela sull’Altare. Per sperare nella salvezza, non ci resta che l’ironia. I nomi dei due ultimi acquisti dell’Olbia infatti evocano immagini religiose, eventi che hanno del miracoloso. Eh sì, perché a questo punto – dopo un’eccellente prestazione contro la terza in classifica – bisogna ricorrere davvero ad arti divinatorie o comunque a eventi che travalicano la logica e la razionalità per vedere alimentate le speranze di restare ancora un anno tra i professionisti.
All’Olbia di oggi, infatti, non si può rimproverare nulla. I bianchi ce l’hanno messa tutta, ma non ce l’hanno fatta a esorcizzare il demone della mancata vittoria. Un evento, questo, che non accade dal primo settembre dell’anno passato, più di cinque mesi fa.
Che i bianchi abbiano dominato il match è confermato intanto da due legni. Ogunseye, nel primo tempo. ha spedito la palla all’incrocio dei pali, al termine di un’azione personale degna di palcoscenici superiori (il Cittadella l’ha acquistato proprio sabato e dal prossimo campionato potrà giovarsi delle sue qualità.
Nella ripresa, poi, la botta di Giandonato (un altro giocatore che merita altre platee) è stata “spizzata” sulla traversa da un Satalino che – sempre nella seconda frazione di gioco – si è opposto da campione a due conclusioni di Biancu. Insomma, ai punti ha vinto l’Olbia ma quest’ennesimo pareggio (il decimo) non serve a molto se si guarda la classifica.
La Giana infatti – contrariamente a ogni pronostico – è andata a espugnare il campo della Carrarese (prossima avversaria dell’Olbia): 4-1 per i lombardi, che ora staccano l’Olbia di altre due lunghezze e regalano proprio al Renate la terza piazza, proprio al posto dei ragazzi guidati da Baldini e dall’ex portiere dell’Olbia Berti.
Imprecare alla sfortuna – perché anche di questo si tratta – ora serve a poco. E’ utile invece rafforzare la convinzione di poter uscire dal pantano, una volta che l’avversario non si chiamerà più Pontedera, Siena o Renate. Saranno davvero decisivi gli scontri diretti, e tutto è rimandato proprio a queste sfide. Intanto – da buoni cristiani – bisogna credere ai miracolI, accendere qualche Candela e sistemarla nell’Altare. Avvidecci.
Balza subito agli occhi un fatto che non va sottovalutato: l’Olbia ha chiuso la partita senza subire gol. Non sarà una gran cosa, ma evidentemente l’azione martellante di Oscar Brevi (che era una difensore arcigno) ha cominciato a dare i suoi frutti. In difesa infatti l’Olbia ha sbagliato poco e niente, contando anche sulla copertura di un centrocampo apparso più organizzato e attento quando si trattava di contenere il Renate in fase di non possesso. Candela, il nuovo acquisto, è stato impiegato per tutto il secondo tempo e si è visto che il nazionale under 20 (classe 2000) ha dei numeri e può dare una mano al reparto. Un encomio fa poi fatto a Giandonato e Ogunseye, i migliori dell’Olbia, al netto dei legni.
Chi sa di calcio, quando c’è da definire la prova poco convincente di un attaccante, dice: “Gli manca il gol, e quando arriverà, lui si sbloccherà sicuramente”. Il giudizio si attaglia molto anche ad Andrea Cocco, che non ha ancora potuto gioire per il suo primo gol in maglia bianca. Purtroppo anche oggi la sua prova non ha raggiunto la sufficienza. A giudizio di mister Brevi “Andrea si è impegnato”, e sarà anche vero, ma forse occorre qualcosa in più. Va ricordato che Cocco ha realizzato 19 gol in un torneo di B, e dunque ha tutte le carte in regola… per tornare alle vecchie abitudini. Forse è solo una questione psicologica. Almeno così sperano i tifosi…

