Forse in preda al dolore per la scomparsa del congiunto deceduto per aver contrato il coronavirus, alcuni parenti, anch’essi positivi, si sono scagliati con insulti ed epiteti contro gli agenti della Polizia Locale chiamati a vigilare sul rispetto delle norme anti covid per la tumulazione di un soggetto positivo. La situazione, avvenuta dopo le 12:00 nel cimitero nuovo, è diventata subito tesa.Una brutta scena quella consumatasi nel silenzio del cimitero di Su Lizzu a Olbia (vedi foto) al cospetto di un uomo morto per Covid il cui corpo stava per essere tumulato secondo le rigide norme anti contagio.
Infuriati perché non intendevano allontanarsi fino al completamento delle operazioni di tumulazione da parte degli operatori dell’Asco, azienda di gestione dei cimiteri comunali, i parenti positivi hanno acceso una lite verbale contro gli agenti di Polizia infischiandosene dell’invito a lasciare immediatamente il cimitero.
Per diversi minuti sono risuonati insulti, minacce, una scarica di parolacce a ruota libera e urla, avvertiti distintamente anche fuori dal camposanto, fino a quando i Vigili hanno finito per perdere la pazienza e, messa da parte la comprensione per il pietoso momento, hanno proceduto all’identificazione dei soggetti indisciplinati. Solo allora, i protagonisti della rissa verbale, forse logorati da tutta la situazione, hanno deciso di andare via.
A quel punto, gli altri parenti, risultati negativi al test, hanno finalmente potuto dare il via alla tumulazione del defunto.
Il comandante Giovanni Mannoni ha dichiarato che il corpo di Polizia Locale si riserva di esaminare la vicenda per un’immediata denuncia. “Si può capire tutto, soprattutto visto a il drammatico scenario – sottolinea il dirigente – ma non gli insulti agli Agenti né, tantomeno, vedere che ci sono persone pronte a rompere la quarantena e uscire disinvoltamente di casa con il rischio di contagiare gli altri. Questo non è possibile. Anche per rispetto di quanti, in clima di pandemia, sono stati costretti a stare lontano dai propri cari anche per l’estremo saluto”.

