Nella sala stampa dello Stadio Del Conero di Ancona si presenta Marco Gaburro allenatore dell’Olbia subentrato nella gestione della squadra dopo ventidue partite a Leandro Greco. Il suo aspetto non è certo dei migliori. Dopo neanche un mese di lavoro la squadra ha rimediato due sconfitte ed una vittoria, la classifica si allunga, la salvezza diretta è distante nove punti ma lo stato di forma della squadra è davvero preoccupante. Si percepisce dall’esterno poca concentrazione e anche lo stato di forma di qualche atleta non ancora pronto lascia seriamente a desiderare.
Anche oggi la squadra si è espressa su livelli molto lontani da quelli attesi ed i gol che hanno consentito all’Ancona di recuperare tre punti importanti sono scaturiti da errori grossolani che denotano uno stato psicofisico non ottimale come invece dovrebbe essere a questo punto del campionato. Lo stesso allenatore ha messo il dito sulla piaga ammettendo difficoltà a fare fatica.
E’ anche vero che quando si arriva alla venticinquesima partita con venti punti in classifica, una vittoria e otto sconfitte negli ultimi due mesi, i meccanismi importanti della squadra si sono rotti da diverso tempo e ricostruire non è facile. Tuttavia, a questa squadra sembra che manchi l’orgoglio necessario per mantenere alta la concentrazione ed evitare errori che in altro momento del campionato non si sarebbero mai potuti commettere.
Mister, una partita che vi ha visto subito in svantaggio.
“Si abbiamo preso un gol evitabile e nella prima mezzora abbiamo subito la freschezza atletica dell’avversario. La mia sembra una squadra che si meraviglia del fatto che si debba fare fatica. Certo si deve fare fatica per forza e questo fenomeno l’ho notato già nelle precedenti partite giocate. Il fatto che poi l’avversario possa essere superiore e possa vincere la partita non ci autorizza a giustificare degli errori che non si devono assolutamente fare. In un momento come questo non possiamo concedere all’Ancona certe occasioni. Poi sul 2-0 abbiamo avuto l’occasione per rientrare in partita ma non ne abbiamo approfittato. Aggiungo che dopo l’espulsione non c’è più stata partita. Comunque abbiamo rovinato una partita che potevamo giocarcela tranquillamente”.
Negli ultimi quindici minuti del primo tempo sembrava che l’Olbia si stesse riorganizzando.
“Nell’ultimo quarto d’ora eravamo riusciti a non essere troppo bassi in difesa e ci eravamo sistemati meglio sul campo”.
Sei ammoniti, quattro per l’Olbia e due espulsi. Un commento sulla terna?
“Non ho ne voglia ne forza di argomentare sulla terna, abbiamo già tante cose a cui pensare, dobbiamo pensare a noi stessi e alle difficoltà che stiamo vivendo. Dico solo che a cinque minuti dalla fine, con il risultato acquisito a favore dell’Ancona, noi eravamo già in dieci è stato visto un fallo inesistente che adesso ci costringerà mercoledì a diversi cambiamenti nella gara infrasettimanale. Mah, lasciamo perdere e pensiamo alla prossima partita”.
La classifica si fa più lunga.
“Si la classifica ci dice che dobbiamo fare punti ma – sembrerà banale – noi dobbiamo prima ancora diventare squadra. La partita di oggi ci lascia poche indicazioni positive, perché oggi cercavamo un’ulteriore prova di maturità ma abbiamo fatto delle cose che non dovevamo fare. Rispetto alla partita di Carrara un passo indietro. Per fortuna fra tre giorni rigiochiamo”.

