La gente di via Fiume, a pochi metri dalla chiesa monumentale di San Simplicio, a meno di cinquanta metri dal passaggio a livello centrale di corso Vittorio Veneto a Olbia, oramai ha perso la fiducia. Non sonno bastate decine di segnalazioni alle Forze dell’Ordine per attenuare lo spaccio di droga che ha portato al degrado di questa zona nell’antico quartiere della città. Ora l’acquisto di cocaina e marijuana avviene in maniera talmente evidente e durante la luce del sole, che non è difficile riuscire a scattare una foto nell’atto di compravendita.
“Gli spacciatori arrivano dal fondo della via, sbucano nella piazzetta e in pochi secondi l’affare è concluso”. Domanda e offerta si incontrano davanti a tutti. Soldi e droga passano di mano con estrema semplicità. La foto, che chiunque può scattare durante il giorno, ne è un esempio.
Una donna assiste allo scambio. Non si sa se aspetta il suo turno o attende che la merce arrivi nella sua disponibilità. E mentre il costo della ex “droga dei ricchi” continua a precipitare, da via Fiume a via Montello da via Montenero a via Enrico Toti, la gente si barrica in casa e bambini che giocano in strada ormai non se ne vedono più da anni.
“Le inferriate alle finestre e alle porte – dicono i residenti – fanno parte integrante dell’arredo urbano. Invece dovrebbero essere un’anomalia. Anni fa avevamo sperato che il presidio di Polizia organizzato per combattere la microcriminalità potesse diventare fisso. Una specie di quinta colonna dello Stato a tutela dei cittadini. Ricordo che l’effetto fu immediato ed efficace. La zona sembrava rinata e i soliti spacciatori si erano allontanati.”
Ovviamente, raccontano da via Fiume “non appena fu smontato lo spaccio riprese, persino più rigoglioso. Noi non vogliamo rassegnarci anche se da queste parti sembra di vivere in un mondo parallelo che non interessa a nessuno, ma non possiamo credere che chi comanda volga il suo sguardo altrove. Questa è una vera emergenza sociale poiché anche soltanto rientrare nelle nostre case è diventato molto pericoloso.”
