“Il 26 marzo sostieni lo sciopero dei riders: non ordinare”. È lo slogan del “No delivery day”, organizzato da Rider X i Diritti e a cui aderisce NIdiL Cgil, la categoria sindacale della Cgil che tutela i lavoratori atipici. Attraverso l’hashtag “#nodeliveryday”, i riders di tutta Italia chiedono a gran voce di boicottare, nella giornata del 26 marzo, le app del food delivery per aiutarli a ottenere più diritti.
Trenta le città italiane che parteciperanno. “Stiamo cercando di sensibilizzare i clienti olbiesi – dicono alcuni riders di Olbia – nel darci una mano non ordinando a domicilio il prossimo 26 marzo”.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di vedere riconosciuti alcuni diritti fondamentali quali ferie, malattia e TFR, aspetti dai quali i fattorini 2.0 sono esclusi in quanto assunti con un contratto di collaborazione occasionale e la cui retribuzione è a cottimo (si viene pagati in base a quanto si produce).
“Qui in città – dicono i riders olbiesi – non possiamo scioperare perché non abbiamo un sindacato alle spalle, quindi l’unica cosa che possiamo fare è chiedere l’aiuto delle persone. Ultimamente le nostre paghe sono state ridotte del 30% e, alle volte, è davvero dura anche per via delle spese che dobbiamo sostenere per la benzina”.

