Francesco Meloni, legale rappresentante della società cooperativa Effediemme, titolare della concessione demaniale per la realizzazione dell’ormai famoso impianto di ostricoltura, ha scritto una lettera al sindaco di Golfo Aranci, Mario Mulas “poiché intende avviare le procedure formali per l’inizio delle attività previste in concessione”.
Scopo dell’incontro, come di legge nella nota, è quello di “presentare il progetto all’Amministrazione anche con la volontà di una ricerca di possibili intese tra la stessa Amministrazione e la Cooperativa nel rispetto dei diritti acquisiti e delle giuste aspettative economiche della Effediemme, in un’ottica di leale e reciproca collaborazione”.
In buona sostanza il responsabile dell’impianto Francesco Meloni ha intenzione di spiegare nel dettaglio, all’Amministrazione comunale che l’intero sistema non impatta in nessun caso con l’ambiente marino.
L’esigenza di un’incontro con il sindaco nasce “dalla constatazione delle numerose discussioni che nel merito sono scaturite in questi mesi nonostante i reiterati pareri favorevoli degli Enti coinvolti (in ultimo la precisazione del Ministero dell’Ambiente a firma del direttore generale); volendo operare in piena serenità e accordo, si vuole provare ad appianare eventuali incomprensioni sorte in questi due anni”.
Fin qui la lettera formale. Per quanto riguarda la “precisazione del Ministero dell’Ambiente” occorre sottolineare che, al contrario di quando sosteneva il comitato del No all’impianto, lo stesso organo di governo, sul tema del pericolo delle posidonia, ha richiesto agli enti: ZSC “Capo Figari e Isola Figarolo” e ZPS “Capo Figari, Cala Sabina, Punta Canigione e Isola Figarolo” di porre in essere tutte le necessarie iniziative ed approfondimenti istruttori finalizzati a garantire il completo rispetto dell’area.
La posizione del Ministero, sollecitata dallo studio legale della Effediemme, era stata chiarita in precedenza in una nota in cui ha dichiarato “che non rientra nelle sue competenze esprimere pareri tecnici relativi a procedimenti di valutazione ambientale che si incardinano in capo alle Autorità regionali. In considerazione del fatto è fatta delega alle Regioni ed alle Province Autonome la competenza in merito all’espletamento della procedura di Valutazione di Incidenza”. E specifica che il “Ministero svolge in qualità di Autorità nazionale di sorveglianza sui siti Natura 2000 c ehe gli elementi prodotti sono stati ritenuti sufficienti e pertanto non ha ritenuto necessario intervenire nuovamente”

