OLBIA. Lo scenario dell’esercitazione è catastrofico: “Un aereo che precipita nelle acque di Tavolara in arrivo da Catania con 60 persone a bordo (5 persone di equipaggio e 55 passeggeri adulti)“. La macchina dei soccorsi, impegnata nella simulazione Squalo 2023, ha visto la partecipazione di mezzi aerei, navali e forze a terra. Tra i principali obiettivi: provare la validità del “Piano di emergenza”, verificare la capacità di collaborazione tra equipaggi marittimi di enti diversi e testare l’interfaccia mare/terra dei soccorsi.
L’operazione “Squalo 2023”, tenutasi ieri mattina, martedì 5 settembre, nell’area a sud est dell’isola di Tavolara, in applicazione degli accordi internazionali S.A.R.MED.OCC. (Mediterraneo Occidentale) tra Francia, Italia e Spagna, è stata presentata oggi alla stampa a conclusione della tre giorni coordinata dalla Direzione Marittima di Olbia.
Presenti il direttore marittimo Giorgio Castronuovo e il responsabile delle relazioni esterne Rosario Morello, che hanno illustrato i dettagli, e i rappresentanti delle altre Forze dell’Ordine coinvolte nell’esercitazione.
“Squalo 2023” ha visto protagonisti assetti aero-navali sia nazionali che internazionali. I primi sono stati assicurati dalla Guardia Costiera, dalla Marina Militare Italiana e dalla Guardia di Finanza, mentre gli assetti aerei sono stati forniti dall’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera “Frontex”, dalla Francia, oltre a quelli nazionali della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco previsti dal locale “Piano di soccorso ad aeromobile incidentato in mare”.
Erano inoltre presenti osservatori internazionali dalla Francia, dalla Grecia, dal Marocco, da Malta e da Cipro, due rappresentanti di Frontex e un rappresentante dell’ European Fisheries Control Agency (EFCA). Durante lo svolgimento dell’esercitazione, presso la sala operativa della Capitaneria di Porto di Olbia, si è riunito lo staff di crisi previsto dal piano di emergenza.
Le operazioni coordinate in mare dalla nave CP940 “Dattilo”, si sono svolte secondo schemi di ricerca assegnati dalla Sala Operativa, mentre per i mezzi aerei, coordinati da un Air Coordinator, è stato impiegato un ATR-42 della Guardia Costiera. Durante questa fase sono stati recuperati da elicottero, tramite gli aero-soccorritori, alcuni superstiti e trasportati presso l’elisuperficie occasionale allestita nel porto dell’Isola Bianca di Olbia e altre strutture con elisuperficie indicate dalle competenti autorità sanitarie.
Al fine di rendere il più realistico possibile lo scenario da maxi emergenza sono stati coinvolti una ventina di volontari della Croce Rossa Italiana, appositamente “truccati”, che hanno simulato i feriti e che sono stati recuperati sia dalle motovedette che dagli elicotteri.
I feriti sono stati poi condotti nel porto di Olbia dove, a cura della Protezione Civile, di AREUS e del 118 è stato allestito un Posto Medico Avanzato presso il quale è stato effettuato triage per il trasferimento al Pronto Soccorso.
Le principali criticità della giornata, come ha sottolineato Rosario Morello durante la conferenza stampa, hanno riguardato le avverse condizioni meteo dovute al forte vento, alcune problematiche reali alle quali la Guardia Costiera è riuscita a far fronte senza interrompere l’esercitazione, e qualche difficoltà di comunicazione.


