OLBIA. Come vuole la tradizione del Venerdì Santo, anche a Olbia, a partire dalle 21:00 nella chiesa di San Paolo Apostolo, la Passione di Cristo sarà rappresentata nel racconto popolare de “S’Iscravamentu” (lo schiodamento).
“Iscravamentu è una forma – tecnicamente – di pietà popolare – dice don Gianni Satta, parroco di San Paolo apostolo -. Dunque, in Sardegna, di derivazione spagnola, è l’espressione popolare della fede Cristiana. Dove viene messo in luce un mistero della vita di Cristo: la sua piena umanità che si esprime nella fragilità, nella sofferenza, nel dolore cioè nel mistero della morte di ogni uomo, quindi di Cristo.
Davanti al Crocifisso, allo scandalo della Croce, si acuisce il male dell’uomo. Male subito, ingiusto causato dagli uomini. Male portato dal Giusto, che fa del suo dolore, del suo abbandono e condanna il luogo più alto della comunione con il Padre e con ogni uomo.
Solo alla luce del mattino di Pasqua si capisce il senso, il significato di ogni dolore, ogni sofferenza, ogni morte. Il mistero della trascendenza, del divino, della vita eterna ci viene donato nel Crocifisso Risuscitato. Ecco, con S’Iscravamentu, il popolo da forma emotiva, passionale, drammatica perché è normale vedere nel Crocifisso i propri desideri e speranze profonde come pianto, dolore, lutto proprio nel Santo, nel Giusto, nell’autore della vita”.
Il rito verrà raccontato in lingua gallurese/terranovese da don Paolo Pala. I canti saranno eseguiti dal “Coro Olbia Folk Ensamble”.

