OLBIA. Un limone può aiutare a diffondere la cultura? Stando alla buona riuscita del progetto di Federico Schellekens sembrerebbe proprio di sì.
Schellekens, 54 anni, tecnico ambientale laureato in tutela penale del paesaggio, ha capito che combattere lo spreco può portare innumerevoli vantaggi per tutti. “Passeggiando per Olbia ho visto molti limoni per terra e ho pensato: non è possibile, bisogna fare qualcosa – racconta -. È da qui che circa un mese fa è partito il mio progetto”.
Così, raccogliendo circa trecento chili di limoni con il consenso dei proprietari degli alberi, li ha consegnati nei bar, ristoranti e trattorie della città. Dalle donazioni ricevute in cambio della frutta a chilometro zero, Schellekens ha acquistato 16 libri per la scuola elementare di Isticadeddu e 28 piante di agrumi con la speranza di vederle crescere nei cortili degli istituti scolastici.
“I bambini dovrebbero essere educati a mangiare frutta – dice Schellekens – e le piante abbelliscono i posti. Si tratta quindi un circolo virtuoso. Purtroppo – continua il 54enne – per piantarle a scuola occorrono molte autorizzazioni ma nel frattempo, tramite il presidente del comitato di quartiere di Isticadeddu, Piergiovanni Porcu, sono riuscito a donare dieci piante all’associazione di volontariato Villa Chiara mentre le altre dieci sono state prenotate dalla vicesindaca di Telti, Piera Azzena, per una manifestazione che si svolgerà questo mese e che vedrà i bambini protagonisti. Le restanti le ho regalate ad alcune famiglie olbiesi come buon augurio”.
Con la sua iniziativa che promuove la cultura e guarda al mangiare green, Federico Schellekens ha piantato un piccolo seme di speranza che aspetta di veder germogliare. “Ormai tutti mi chiamano l’uomo dei limoni. Per l’anno prossimo penso ad un agrumeto sociale, in un’area individuata dal comune di Olbia, i cui frutti possano essere destinati a mense delle scuole e dei poveri”.

