OLBIA. Un triennio ben definito, dal 1793 al 1796, che racconta le vicende di chi quel pezzo di storia lo ha fatto davvero come Giovanni Maria Angioy e Gioacchino Mundula. È il nuovo libro di Vindice Lecis, “L’Alternos, la storia della sarda rivoluzione”, presentato nella biblioteca Simpliciana di Olbia.
Nel volume il giornalista/scrittore sassarese, con il suo stile inconfondibile, cronaca del tempo da una parte e protagonisti realmente vissuti che si legano a personaggi frutto della sua fantasia dall’altra, guida il lettore in un viaggio avvincente che mette al centro un messaggio di orgoglio e senso di appartenenza alla Sardegna.
“Chi legge il libro – ha detto Lecis durante la presentazione in cui ha dialogato con Gianni Mutzu, ex dirigente dell’istituto superiore Panedda di Olbia – deve essere portato a innamorarsi degli avvenimenti e a capire quel periodo anche attraverso personaggi inventati”.
L’ambientazione. La rivoluzione francese ha sconvolto gli equilibri esistenti fino a quel momento, i Paesi europei sposano la monarchia assoluta e dichiarano guerra alla Francia. Quest’ultima si ritrova circondata da Stati coalizzati che puntano a stroncare le sue mire espansionistiche e le idee seminate dalla Rivoluzione. I francesi arrivano poi in Sardegna, una terra di 340mila abitanti. L’isola di San Pietro cambia nome per sei mesi, diventando “L’Ile de la liberté” e Cagliari viene bombardata ma resiste.
In questo contesto Lecis dà vita al sanculotto Antonio Arras legato a una donna di Marsiglia, Baingio Oggianu e Michela Cugurra, e fa rivivere Mundula e Angioy, colui che lo scrittore ha definito “il più grande giurista sardo”.
“Orgoglio e identità non significa sventolare la bandiera dei quattro mori ai concerti – ha dichiarato Vindice Lecis -. Bisogna sempre interrogarsi e il romanzo storico è importante per stimolare le conoscenze soprattutto tra i giovani. I miei personaggi di fantasia interagiscono con la verità storica, ognuno con la propria opinione”. “L’Alternos” è disponibile in tutte le librerie.


