OLBIA. Il calcio è senza dubbio lo sport più praticato a Olbia. La sua storia comincia centoventi anni fa con la nascita della squadra principale della città, l’Olbia Calcio, che da allora ha diffuso la passione per questo sport tra le strade, i campetti di periferia e gli angoli dei quartieri che man mano si sviluppavano. All’epoca, bastava poco per radunare un gruppo di ragazzini attorno a un pallone di cuoio. Il calcio era sinonimo di gioia, divertimento e sana competizione.
Nel 2025 l’Olbia Calcio celebrerà i suoi centoventi anni di storia ma altrettanto significativo è il traguardo del Tavolara, che festeggerà settant’anni ininterrotti di partecipazione alle categorie dilettantistiche regionali. Fondata in piazzetta Santa Croce, questa squadra, per lungo tempo considerata la “seconda società” della città, ha in realtà raccolto molti giovani appassionati, alcuni dei quali hanno poi fatto carriera in campionati professionistici. La squadra prende il nome dall’isola di Tavolara, che sorge proprio di fronte a Olbia e da secoli affascina sportivi e visitatori.
Il Tavolara ha rappresentato per molti anni un’eccellenza del calcio dilettantistico regionale, arrivando anche a disputare la quarta divisione nazionale ma soprattutto sfornando giovani calciatori e promuovendo un’azione sociale in città davvero di spessore. Come spesso accade, la storia del Tavolara segue un percorso comune a molte altre società calcistiche. Si parte con tanta passione, si guarda al futuro con ottimismo e poi iniziano ad arrivare i primi investimenti. Tuttavia, quando i ritmi diventano insostenibili, la squadra è costretta a scendere verso categorie più accessibili.
Oggi, un gruppo di ex giocatori tavolarini sta cercando di ridare vita al club, ripartendo dai valori fondamentali che hanno reso grande questa società. Attualmente, dopo aver assaporato il gusto della Serie D, il Tavolara milita in seconda categoria, grazie all’impegno di alcuni ex calciatori: Fulvio Guadagni ricopre il ruolo di presidente, Fabio Dettori è direttore generale, Pier Paolo Pisano direttore sportivo, Marco Usai cassiere e Danilo Loverci preparatore atletico.
L’obiettivo della società è quello di riportare la squadra a posizioni più prestigiose, costruendo basi solide per una crescita sostenibile, alimentata da una grande passione piuttosto che da interessi economici. Al Tavolara si gioca per amore del calcio, per orgoglio e per la comunità, come dimostra il crescente supporto di piccoli sponsor e tifosi che ricordano i tempi d’oro della squadra.
Composta per il 70% da giocatori olbiesi, è allenata da Giampaolo Degortes, ex calciatore cresciuto nel Tavolara sotto la guida di Pippo Serreri, un allenatore che ha lanciato molti talenti nel corso dei decenni. Giampaolo, con il suo atteggiamento umile e laborioso, ha deciso di mettere la sua esperienza a disposizione del “Gruppo di ex” per contribuire alla rinascita della seconda squadra più antica della città.
“Il calcio – afferma mister Degortes – non dovrebbe essere alimentato solo da motivi finanziari. Deve tornare a essere libero, puro, mosso dalla passione e dal divertimento. Qui da noi non ci sono stipendiati, contrariamente a quanto accade in altre squadre della nostra categoria. Chi riceve un rimborso lo mette a disposizione del gruppo per creare momenti di convivialità. Abbiamo un gruppo di ragazzi validi e motivati, tutti animati dalla passione per il pallone”.
Quali sono le ambizioni del Tavolara?
“Vogliamo fare un campionato onesto, fare bella figura e divertirci. Le squadre più preparate, sia calcisticamente che finanziariamente, puntano alla vittoria del torneo, ma anche noi faremo la nostra parte”.
In quale girone giocherete?
“Saremo nel girone di Sassari, un torneo difficile, con squadre forti che hanno investito molto per il salto di categoria. Ma sono sicuro che ci faremo valere”.
Chi è il vostro giocatore di punta?
“Ho un gruppo di ragazzi molto forti, tutti danno il massimo. Forse Francesco Aloia è il giocatore più rappresentativo; è un lusso per noi, con un passato da calciatore di livello. È fondamentale per il gioco della squadra, soprattutto sui calci piazzati”.
Come si sostiene la società?
“C’è tanto entusiasmo e diversi piccoli sponsor ci stanno dando un contributo che per noi è vitale. Grazie alla dirigenza attuale, il Tavolara sta guadagnando sempre più simpatia, sia tra i calciatori che si offrono per giocare con noi, sia tra chi ci offre un sostegno finanziario. Alcuni contributi sono significativi, altri simbolici, ma attorno si percepisce un nuovo entusiasmo, che per noi vale quanto una vittoria”.
E per quanto riguarda le strutture?
“Purtroppo, sono poche e non sufficienti a soddisfare le necessità di tutte le società calcistiche della città. Oggi, per esempio, ci alleniamo condividendo il campo con la scuola calcio Bruno Selleri. Ma va bene così: quando un ragazzo è disposto ad allenarsi anche in situazioni difficili, vuol dire che ci sono veri valori e tanta passione”.
Il tempo scorre e mister Degortes deve tornare a dirigere l’allenamento. Buon vento, mister, e buon campionato al Tavolara!


