Renato Soru, sentito al telefono durante una seduta di fototerapia per i postumi di un incidente domestico, assolve gli ideatori della campagna pubblicitaria di Liberi.
“Ho una posizione un po’ diversa”, dice l’ex presidente della Regione Sardegna riferendosi a quella del creativo Gavino Sanna, riportata dal nostro giornale. Soru non entra nel concetto giudiziario del reato di violazione del diritto d’autore ma si dice divertito dalla vicenda.
E aggiunge: “Le racconto un passaggio di quella campagna elettorale che fu piuttosto particolare. Come forse ricorderà, usammo molto uno slogan che diceva “Sorridi, sei tra amici”. Era la scritta contenuta in un bigliettino che un amico, una persona che non allora non conoscevo, mi mandò invitandomi a sorridere mentre io, intimidito, affrontavo uno dei miei primi incontri pubblici nella palestra di un paese: “Sorridi, sei tra amici, stai tranquillo“. Lo trasformammo in uno slogan”. Così come “Meglio Soru” che uscì da un incontro pubblico a Cagliari”.
In buona sostanza, Soru liquida la questione con estrema nonchalance: “Penso anche che nessuno di noi abbia diritto sulle parole – conclude il patron di Tiscali – Le parole poi, soprattutto in politica, diventano espressioni comuni e credo che chiunque le possa utilizzare come meglio crede”.

