Al termine di un lunga seduta pubblica cominciata intorno alle 17:30 e conclusa alle 21:15, il consiglio comunale di Olbia ha adottato la variante al PAI. Voti favorevoli 16 (tutti della maggioranza), astenuti 8 (tutta la minoranza presente). Si tratta di uno strumento fondamentale per l’avvio del piano di mitigazione del rischio idraulico.
Un lavoro monumentale. Migliaia di file, cartelle e sottocartelle, grafici, calcoli, animazioni, formule e simulazioni per arrivare a realizzare modelli matematici per definire il rischio idraulico nel centro urbano e nel territorio comunale. L’ing. Simone Venturini, della Technital, ha illustrato gli aspetti salienti della variante del Piano di Assetto Idrogeologico.
Uno dei dati più importanti emersi durante l’esposizione è la significativa riduzione, rispetto al piano precedente del 2015, delle aree ad alto rischio classificate Hi4. Molte di quelle zone, secondo le nuove normative, basate sul nuovo indice di vulnerabilità, cambiano radicalmente.
“Sotto i 25 cm di allagamento le aree non sono più considerate pericolose – ha sottolineato Venturini -. Sopra i 25 cm, con una formula apposita, si va a calcolare l’indice. Se il risultato non supera lo 0,75 (valore numerico), quello specifico punto non è più pericoloso e assume la nuova caratterizzazione di Hi* (asterisco)”. Venturini ha dichiarato che questo nuovo paramento “è da considerarsi una rivoluzione copernicana rispetto al passato”.
Stabilire cosa si potrà realizzare nelle aree “liberate”, sarà uno dei compiti dell’amministrazione una volta che la variante verrà approvata definitivamente. Solo a quel punto le aree Hi* potranno essere classificate dal Comune all’interno del PUC. Tutto l’iter del procedimento dovrebbe concludersi tra circa 200 giorni.
La variante del PAI ha fatto emergere altri aspetti importanti individuando le criticità con una nuova mappatura dell’intero territorio comunale punto punto. Una variante generale, dunque, ma più estesa rispetto al piano precedente e realizzata su alcune novità normative e tecniche che arrivano a un dettaglio estremo.
“Non è stato mai portato avanti uno studio così dettagliato sul reticolo idrografico né in Sardegna e neanche nel resto della penisola – ha dichiarato l’ingegnere della Technital -. Abbiamo scoperto che l’intero bacino idrografico del territorio misura ben 914 km, la distanza che c’è da Bolzano a Trapani. Una quantità di corsi d’acqua, fossi, incisioni, veramente impressionante. Noi ne abbiamo studiato circa 370 km”.
Ora la delibera di adozione dovrà essere presentata all’Autorità di Bacino e dopo la verifica di procedibilità occorreranno 120 giorni per l’istruttoria. Seguirà la pubblicazione sul Buras e poi ci saranno altri 30 giorni per le osservazioni al Comune. Solo al termine di tutto l’iter il pianto tornerà in Consiglio per la definitiva approvazione.

