Si ispirano alle grandi metal band anni ’80. Look con chiodo e pantaloni in pelle, e nei testi i temi della libertà e giovinezza. Tutto ruota intorno alla musica tosta e diretta, in pura formazione rock con basso, chitarra e batteria che legano tutti i 7 brani del loro primo album, uscito qualche giorno fa. Sono i Burning Leather, emergente band heavy metal olbiese. Il frontman e chitarrista del gruppo, il ventenne Mario Spano, ci presenta il loro progetto musicale.
“L’album prende il nome della nostra band ed è il risultato di un’idea nata tre anni fa – racconta Mario che frequenta la quinta superiore del liceo artistico De André di Olbia -. Nel 2019, infatti, ho deciso di formare un gruppo insieme ad un carissimo amico tempiese, Davide Accogli, batterista di 22 anni. Poi si è aggiunto al basso Francesco Angeloni. Lui ha 17 anni e studia al Deffenu”.
Figlio d’arte, Spano racconta di aver ereditato l’amore per l’heavy metal dai genitori, iniziando a suonare la chitarra a soli 15 anni. “Devo tutto a loro. Mi hanno trasmesso la passione per questo genere di musica, un po’ insolito per i ragazzi della mia età. Anche mio padre lo suonava e mia madre era sempre con lui. Facevano parte dei cosiddetti ‘metallari del Ponte di Ferro’ di Olbia. Tutti e tre – aggiunge – andiamo insieme ai concerti e con papà compriamo i vinili per ascoltarli insieme”.
Il giovane olbiese spiega che la band è nata con l’obiettivo di portare una “ventata di novità in città, qualcosa di diverso. Infatti – dice -, è stato davvero difficile formare un gruppo a Olbia perché non c’è nessuno che condivida lo stesso nostro amore per l’heavy metal”.
L’album “Burning Leather” è stato registrato nella veranda di casa del frontman olbiese. “Anche se si tratta di un lavoro fatto a casa, la qualità della registrazione è veramente altissima. Non abbiamo una casa discografica ma siamo già sulle maggiori piattaforme musicali”. Tra i temi principali, quello del consumismo nel brano “Modern World Suicide”. “È un pezzo che abbiamo scritto io, Davide e Francesco, insieme. Parla di come spesso le persone si dimenticano quali siano le cose reali della vita”.
I tre giovanissimi musicisti non hanno ancora calcato il loro primo palcoscenico ma sperano di poterlo fare presto. “Sarebbe bello suonare con altri musicisti olbiesi – conclude Spano -, anche di altri generi. L’importante è che a legarci sia sempre l’amore per la musica”.
