“Il bello di Gardaland è poter interpretare un personaggio diverso in base allo spettacolo. Sei il messicano, il cowboy, il pirata o l’arabo negli show esterni, e poi ti esibisci in teatro, dove puoi far vedere la tecnica e partecipare ai musical” . A parlare è il danzatore professionista Federico Melca, 35enne, olbiese, che ha deciso di fare della sua passione, il suo mestiere. Melca, primi passi di danza nella scuola di Mavi Careddu a Olbia, oggi lavora in quella che definisce una “bellissima realtà”: Gardaland.
“Ho girato parecchi teatri – spiega il danzatore – e devo dire che quest’ultimo è davvero molto stimolante. Oltre alla sicurezza contrattuale, si tratta di un bel trampolino di lancio per crescere e mettersi in mostra. Qui a Gardaland gli spettacoli sono di altissima qualità. C’è un coreografo di grande talento, Giovanni Fusco, che inventa scene particolarmente impegnative e questo permette a noi danzatori di evolverci e restare sempre in forma”.
Il ballerino olbiese racconta il grande lavoro dietro agli spettacoli a cura del direttore artistico Gabriele Marini. “Durante la giornata ci esibiamo in più show. Dal ‘Welcome’, che è lo spettacolo di benvenuto per gli ospiti, a quello in teatro. All’interno della struttura ci son tante professionalità: dalle sarte costumiste a tecnici audio e video”.
Melca ha studiato danza classica, contemporanea, moderna e hip hop, e oggi, nel parco divertimenti più famoso d’Italia, ha la possibilità di mostrarsi in diverse vesti, abbracciando più generi di ballo. “È un’esperienza che, tornando indietro, rifarei. E, comunque, non mi sono precluso altre strade”.

Il danzatore ha infatti lasciato Olbia all’età di 18 anni per trasferirsi a Milano dove ha frequentato l’accademia di danza contemporanea di Susanna Beltrami, DanceHaus.
Dopo aver superato l’audizione, è entrato a far parte della compagnia di teatro danza Sanpapié con la quale ha lavorato all’estero, dalla Germania alla Spagna, passando per il Portogallo e fino alla Cina. Ha poi collaborato con un’importante compagnia di Bruxelles diretta da Benedicto Cieza e, durante la Vetrina Coreografica di Mavi Careddu, in cui ha partecipato come ballerino-coreografo, ha vinto due borse di studio, a Parigi e New York.
Nel bagaglio di formazione artistica del danzatore olbiese manca dunque soltanto il talent-show. “Ci ho pensato – dichiara – ma è un mondo molto lontano da me, che non mi appartiene. Avrei preferito lavorare come ballerino in una trasmissione televisiva, come mi è capitato in passato. Potrei sbagliarmi ma credo che dietro un talent ci siano delle dinamiche che vanno aldilà del talento e dell’arte. A me piace la danza, mi piace ballare, mi fa star bene ed è quello che voglio fare. Non vorrei mai fingere di litigare con qualcuno per avere più visibilità”.
E un domani? L’artista racconta di non voler rinunciare al mondo della danza che continuerà a coltivare in una forma diversa. “Sicuramente insegnerò, anche perché a 35 anni devo iniziare a pensare che non si potrà ballare per sempre. Il corpo non ce la farà, e poi ho colleghi di 20 anni e c’è il ‘riciclo generazionale’.
In passato mi è capitato di dover coreografare opere liriche o altri spettacoli. Mi piacerebbe regalare quello che ho imparato alle nuove generazioni.
Sarebbe bello – conclude il danzatore – portare il mio bagaglio di esperienza a Olbia, tornare lì e trasmettere quello che ho avuto modo di apprendere fuori dalla Sardegna. Questa è l’idea”.

