Non si placano le proteste relative alle chiusure disposta dal nuovo DPCM del governo. Quello dei cinema e dei teatri è sicuramente uno tra i settori che ha pagato il prezzo più alto, anche a seguito delle rigide regole che ne hanno consentito la riapertura dopo il lockdown di marzo e aprile.
“Ci allineiamo ovviamente alle disposizioni del nuovo DPCM – dice Luciano Lombardo, titolare del Cinema Teatro Olbia e presidente dell’ANEC Sardegna (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) -. Tra tutti i cinema in Sardegna noi siamo stati tra i pochi a riaprire, lo scorso 27 agosto, a differenza ad esempio di altri cinema come Oristano e Tempio. Volevamo dare un segnale di ripartenza ma le stesse case cinematografiche non hanno prodotto e assegnato granchè in questi mesi.
Abbiamo rispettato tutte le regole, con il distanziamento e con il pieno controllo della situazione. Non potevamo superare le 200 presenze a spettacolo, ma arrivavamo a 10 presenze a serata. I cinema e i teatri erano tra i pochi luoghi davvero sicuri, quella di chiuderli totalmente è una scelta senza senso. È stato fatto e si sta facendo troppo terrorismo mediatico – lo sfogo di Lombardo – la gente era troppo impaurita anche solo per venire a vedere un film in totale sicurezza”.

