OLBIA. Il pagamento del canone patrimoniale unico previsto per il 31 gennaio è spostato al 31 marzo e potrà essere dilazionato in 4 rate. Lo ha stabilito una delibera di giunta firmata questa mattina. “In questo modo – come ha spiegato il sindaco Settimo Nizzi in un incontro con i giornalisti – ci sarà più tempo per tutti”.
In buona sostanza l’Amministrazione non torna indietro sul canone, che dovrà comunque essere pagato, ma concede un pò di tempo agli imprenditori “fermo restando l’assoluto diritto da parte loro di lasciare o togliere le proprie insegne pubblicitarie”.
Come già ribadito in precedenza, Nizzi è ritornato sul punto spiegando nel dettaglio le ragioni che hanno portato all’adeguamento delle tariffe delle insegne che sono gratis sotto i 5 metri quadri: “Noi non abbiamo fatto un atto di imperio ma ci siamo comportati come gli altri ottomila comuni italiani che hanno provveduto a fare il regolamento sul canone unico patrimoniale. Noi lo abbiamo approvato l’11 marzo del 2021. Poi abbiamo adeguato la viabilità partendo da un presupposto molto importante che è quello del valore commerciale della nostra città”.
Nizzi ha sottolineato che nel 1994 (le cifre erano ferme a quella data) in zona industriale c’erano pochissime attività commerciali. “Oggi è un’altra cosa: è un’enorme zona commerciale e artigianale frequentata da buona parte della popolazione. É normale che abbiamo dovuto adeguare la categoria di quella zona. Non più 3, con coefficienti infinitesimali, ma categoria 1 con coefficienti adeguati. Abbiamo fatto la stessa cosa per il centro della città, per viale Aldo Moro e le vie limitrofe, via Barcellona, via Vittorio Veneto, viale Murta Maria, viale Porto Istana, così come abbiamo fatto per l’intero agglomerato di Porto Rotondo e San Pantaleo”.
E sulle polemiche il primo cittadino dice che “chi ha gridato allo scandalo non sa che abbiamo applicato tariffe nella media nazionale. Prendiamo ad esempio Padova dove il costo a metro quadro è di 800 euro e non circa 200 come da noi. Il passo carrabile in tutta la Sardegna è simile: a Sassari 72 euro, a Olbia 60. Tutte cose che abbiamo valutato. Per questo in bilancio abbiamo messo un milione e mezzo di euro che verrà utilizzato per i servizi che dobbiamo dare. Per ragioni di bilancio, in una città che cresce come la nostra, abbiamo dovuto fare una scelta e la scelta è caduta su quelle attività. Si tratta comunque di oneri totalmente deducibili”.
Secondo il sindaco l’aumento del canone serve a far quadrare i conti per amministrare la città “cresciuta di dieci volte nel verde pubblico, nei trasporti per le scuole e per tutti gli altri servizi che il Comune deve dare”.
E ha ribadito che l’adeguamento del tariffario “non è affatto un aumento scellerato come qualcuno ha detto. Oggi con la dilazione e con la possibilità di avere più tempo a disposizione noi speriamo che gli imprenditori facciano la scelta più giusta per loro stessi. Di certo – ha puntualizzato – la copertura con le buste di plastica non è accettabile. Le insegne pubblicitarie o si mettono o si tolgono. C’è in ballo il decoro della città che non può essere omesso. Per cui le buste non possono certo rimanere a coprire le insegne”.
In conclusione Nizzi ha detto di essere sicuro di aver fatto la scelta giusta: “Noi abbiamo pensato di venire incontro ai nostri concittadini. Tutto il resto a me interessa poco. La polemica e il cavalcare l’onda dell’opposizione è normale. A loro rimane solo di urlare e di evidenziare punti che, sempre secondo loro, sono negativi mentre per noi sono positivi. Oltre all’obbligo di adeguare i canoni abbiamo anche l’obbligo di dare risposte certe agli olbiesi”.

