Nel 1920, ultimi strascichi della prima grande guerra, c’era un altro nemico, invisibile e letale: la Spagnola. In Sardegna l’influenza, scoppiata nel 1918, uccise circa 13 mila persone. Esattamente 100 anni fa Arzachena, con un’astuta e cristallina operazione politica, avviò l’iter per ottenere l’autonomia amministrativa da Tempio Pausania. Lo scacco matto al capoluogo della Gallura (Terranova che diventò Olbia nel 1939, era quasi inesistente) fu dato da due suoi alfieri: i fratelli Michele e Salvatore Ruzittu.
Il secondo, infatti, diventò addirittura sindaco di Tempio. La popolazione del capoluogo visse la vittoria alle urne del forestiero come un lutto. Basti pensare che i tempiesi definivano “lu pastoriu di lu mari” gli abitanti di Santa Maria di Arzachena. Tra storia e leggenda si dice che a Tempio, alla notizia della nomina a sindaco di Salvatore Ruzittu, si chiusero le imposte delle case come si faceva quando di perdeva un congiunto per trattenere il dolore come un fatto esclusivamente privato.
L’avvio e l’ottenimento dell’autodeterminazione, grazie a un atto governativo proposto dell’onorevole Francesco Pala (noto on. Terranova per la sua appassionata battaglia per il porto dell’odierna Olbia) fu un atto talmente scontato che la vittoria di Ruzittu fu festeggiata a Santa Maria di Arzachena come una antesignana festa della liberazione. Salvatore Ruzittu, finito il mandato tempiese, fu eletto, con gli onori di un eroe, anche sindaco del nuovo comune di Arzachena.
Arzachena ruppe così la sudditanza da Tempio, città troppo lontana e troppo concentrata a “servire” le esigenze del centro che spadroneggiava in Gallura per popolazione e ricchezza. Al contrario, le periferie, lontanissime per un comune così vasto il cui territorio arrivava alle porte di Olbia (Loiri era in Comune di Tempio fino al 1979), soffrivano non solo per l’assenza amministrativa ma anche per evidenti differenze di mentalità e vedute.
L’Arzachena moderna nasceva cento anni fa quando imperversavano la prima grande guerra e l’influenza Spagnola. Oggi, nel 2020, a un secolo dall’autonomia, i ricorsi della storia portano Arzachena a festeggiare sotto la cappa di un altro nemico invisibile, il Covid-19. Anche allora, come oggi, si chiusero le scuole, non si celebrarono funerali, si sanificarono le chiese e si sconsigliavano i viaggi…in treno. Oggi, il simbolo delle norme restrittive antivirus sta nella “solenne riunione celebrativa” del consiglio comunale che si svolgerà mercoledì prossimo, 3 giugno, in teleconferenza. All’ordine del giorno diffuso dal presidente Rino Cudoni: “L’avvio della programmazione delle celebrazioni per il centenario dell’autonomia del Comune di Arzachena 1920/2020”.
Per ripercorrere la storia e il senso di appartenenza a una comunità intelligente, abile a cambiare rapidamente i propri orizzonti e, soprattutto, aperta al mondo, che non solo ha facilmente legittimato l’autonomia amministrativa ma ha saputo sfruttare molteplici occasioni di affacciarsi alla ribalta internazionale grazie alla Costa Smeralda, ci saranno luoghi ed eventi deputati. I primi si conosceranno durante la seduta di mercoledì. Per ora ad Arzachena (seconda per popolazione alla sola città di Olbia in tutta la Gallura) si festeggia mantenendo le distanze con l’augurio che prestissimo si potrà brindare a tintinnio di calici con vino frizzante rigorosamente “lu nostru”!

