“La proroga della cassa integrazione per i dipendenti di Air Italy e la valutazione delle opportunità di tutela dei lavoratori e delle professionalità attraverso tutti gli strumenti normativi a disposizione”. Recita così l’ordine del giorno, approvato nella seduta di oggi della Camera dei Deputati, presentato da Nardo Marino, deputato del Movimento 5 Stelle a tutela dei dipendenti dello storico vettore che, a causa della messa in liquidazione in bonis da parte della proprietà, rischiano di veder tramontare qualsiasi speranza di prosecuzione della loro attività professionale.
L’ordine del giorno di Marino è stato accolto dal Governo in sede di conversione in legge del Dl sostegni bis che – in considerazione della crisi connessa all’emergenza Covid 19 – prevede nuove misure a sostegno delle imprese e dei lavoratori.
Il deputato olbiese Nardo Marino, componente della Commissione Trasporti della Camera, ha presentato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare qualsiasi possibile strumento normativo che consenta la tutela professionale dei dipendenti della compagnie e la proroga della cassa integrazione considerata fondamentale dalle forze sindacali per guadagnare tempo in vista delle possibili nuove prospettive che potrebbero scongiurare la perdita di circa 1450 posti di lavoro”.
Sempre sul fronte grillino il consigliere Roberto Li Gioi accusa i sindacati di affrontare la vertenze in ordine sparso. “Da venerdì scorso – scrive in una nota il consigliere – con l’apertura della fase ministeriale della procedura, è iniziato il conto alla rovescia: il futuro dei lavoratori si deciderà in trenta giorni. Nel frattempo – sottolinea – appare assurdo che siano state convocate due manifestazioni distinte: una organizzata dai rappresentanti delle sigle sindacali autonome per il 25 maggio prossimo davanti al MISE, e l’altra, programmata in data 3 giugno a Montecitorio dai sindacati confederali. Una divisione che da un lato disorienta i lavoratori e dall’altro indebolisce ulteriormente una vertenza arrivata ad un punto disperato”.
E conclude: “Ritengo che sia definitivamente arrivato il momento – osserva il consigliere – di mettere da parte le divergenze sindacali e di lavorare tutti assieme per fare il possibile, e anche l’impossibile, per trovare una soluzione praticabile”. Chiedo pertanto ufficialmente che le parti sindacali si confrontino per individuare una data comune e portare a Roma una sola voce”.

