Ci mancherà Costanzo Spineo. Non solo agli amici/colleghi giornalisti. Mancherà a questa città dove aveva casa e in cui viveva. Romano “de Roma” e sardo di adozione, lo conobbi a Tele Costa Smeralda, l’emittente di Cannigione dei suoi amici, romani anche loro, Cesare Peruzzi e e sua mamma Anna Buratti. Io ventenne sbarbino, lui già maturo e navigato. Si presentò come telecronista delle partite del Cagliari quando TCS strappò clamorosamente l’esclusiva a Videolina. Un solo ma indimenticabile campionato che ci vedeva ogni domenica in sala stampa al Sant’Elia.
Costanzo era un trascinatore, capace di battute e dispensatore caustico di frecciate che non risparmiavano nessuno. Spineo era un uomo dalla memoria impressionante. Quando intervistava un personaggio arrivava sempre pronto. Sapeva tutto di lui, morte e miracoli e aveva la capacità di ricordare per sempre ogni dettaglio.
Un vero talento che ha sempre coltivato con leggerezza. Utilissimo, soprattutto nel lavoro di giornalista, che gli ha permesso di imporre il suo stile e la sua velocità di scrittura in ogni redazione in cui ha messo piede. Costanzo era uno di quei pochissimi cronisti che non usava internet per verificare date o avvenimenti. Bastava la sua memoria. Non per nulla ha sempre scritto a mano e aveva una calligrafia elegantissima.
“Oggi è facile, prendi il telefonino ed è fatta – mi diceva quando si parlava del più e del meno davanti a un caffè -. Prima di internet dovevi essere disposto ad aprire gli annali dei quotidiani se volevi verificare un evento accaduto in passato. Meglio usare il cervello. Faccio prima e non sbaglio”.
Costanzo Spineo ha scritto di migliaia di personaggi nella sulla lunga carriera di giornalista non solo sportivo, ma quando scrisse il suo ultimo istant book “Protagonisti“, nel marzo di due anni fa, l’ho intervistato io. Vale la pena di seguirla. É uno spaccato autentico della sua professionalità ma, soprattutto, della sua indole brillante e pregna di intelligenza. Ciao Costanzo. Un grande abbraccio.

