OLBIA. Hanno atteso che gli occupanti lasciassero l’abitazione e con il favore dell’oscurità, dopo le 21.30, hanno sfondato una porta e dopo aver scaricato benzina con una tanica all’interno hanno creato una scia fino all’esterno e appiccato il fuoco a mo’ di miccia. Gli attentatori, una volta partito il rogo, si sono dati alla fuga presumibilmente a piedi. Non sarebbero state rinvenute tracce di pneumatici.
È verosimilmente questa la dinamica seguita dagli attentatori capaci mettere in pratica un piano che non ha raggiunto l’obiettivo distruttivo per una serie di fortunate concause.
Per fortuna, infatti, la colonna di fumo sprigionatasi dall’incendio che ha rapidamente attaccato gli arredi e le travi in legno dello stazzo è stata avvistata da un vicino di casa che ha informato immediatamente i proprietari i quali, a loro volta, hanno dato l’allarme. Provvidenziale si è rivelato l’intervento dei Vigili del Fuoco che ha in parte limitato i danni risultati, comunque, ingenti.
È GIALLO. Le indagini sono scattate subito da parte degli agenti della Polizia di Stato di Olbia coordinati dal vicequestore Fabio Scanu che ha inviato il reparto scientifico. Sulle motivazioni che hanno spinto gli attentatori a scagliarsi con un atto di tale violenza contro i proprietari dello stazzo, una famiglia di Olbia che si diletta nel lavoro della terra con alcuni capi di bestiame, non si sa nulla. Gli inquirenti hanno aperto un fascicolo coperto da strettissimo riserbo.
In ogni caso gli autori dell’attentato, soprattutto per le modalità con cui è stato perpetrato, miravano certamente alla distruzione dell’immobile. Il fatto che in qualche modo, grazie a quel mutuo soccorso che ancora esiste tra i residenti delle campagne che si aiutano l’un l’altro, lo stazzo sia rimasto in piedi, ha reso l’azione meno efficace rispetto ai chiarissimi obiettivi dei malviventi.

