Ciao Costa’, te ne sei andato anche tu. E ora ci sentiamo più soli, in questa città che tu hai amato di un amore vero, smisurato, a tratti irrazionale, mai tradito. Certo, Roma è Roma, ma tu ormai da decenni l’avevi relegata nel cantuccio più nobile del tuo cuore, come si deve al luogo che ti ha dato i natali, ti ha consentito di formare la tua famiglia, di fare i primi passi nel mondo del giornalismo.
Appartenevi a un’epoca di pionieri della notizia, di cultori di passioni come il calcio, da coltivare e raccontare a un’enorme platea di lettori, del tutto ignari della rivoluzione generata dall’era dei social che hai sempre fatto fatica ad accettare.
Sembra un paradosso, ma Roma ti stava stretta. Era il tuo rifugio sicuro (tu, figlio, del quartiere di San Giovanni), il tuo punto di riferimento tutte le volte (chissà quante) che dovevi tornarci, reduce dalle mille trasferte, dalle decine di traslochi che hanno fatto da sottofondo alla tua movimentata vita professionale. Con la Nuova Sardegna – giornale che ti ha accolto subito dopo la prima esperienza con Momento Sera – ti sei fatto grande.
Eri uno tosto. Gentile, ma anche ruvido all’occorrenza. Non sempre accomodante. Fumantino. Se uno ti faceva perdere la pazienza, eri pronto a usare tutte le armi lecite per reagire.
Con i galloni di caporedattore, hai fatto di tutto. Spesso, senza esserlo, hai fatto il direttore, il capo dello sport, il capo delle province, facendo squadra soprattutto con il compianto Fiorentino Pironti. Anche Sassari, però, ti stava stretta. Quindi, via a Cagliari con la famiglia (tuo figlio Giammarco conta ancora molti amici, fin dai tempi del liceo), a seguire le gesta del glorioso club rossoblù e dei suoi indimenticabili campioni. Scoop e decine di riunioni gastronomiche (mitica la tua amatriciana) con contorno di cazzeggio continuato, allo stato puro. Hai fatto anche il talent scout: Nanni Boi e Enrico Gaviano ti devono molto.
I nomignoli, poi. Il tuo Amilcareeee…, con il quale ti rivolgevi a tutti indistantamente, è ancora un “must”. Per il gusto di una battuta, spesso dissacratoria, chissà cos’avresti dato… La tua voglia di girare, di cuoriosare, di conoscere nuove realtà ti ha poi portato a Genova e a Bolzano, prima del ritorno a casa. Rientrato alla Nuova, a Sassari, l’allora direttore Livio Liuzzi chiamò il sottoscritto: “Spineo verrebbe a Olbia, da te. Che dici?”. “Digli di mettersi in macchina”, fu la risposta immediata. E dunque, prima della pensione, rieccolo nella sua città, felice come un bimbo, addirittura alle stelle quando Giammarco seguì le sue orme e fece uno stage alla Nuova di Olbia.
Da quei giorni, Costanzo Spineo aveva chiaro il suo futuro. Un poco di Roma, molta Olbia nel cuore e nella vita. Qui ha rievocato le sue esperienze professionali (Telecostasmeralda era stata la prima emittente tv a occuparsi di sport, e Spineo era il boss, su Videolina ha condotto centinaia di trasmissioni), poi ha diretto l’ufficio stampa del Consorzio industriale, ha scritto libri, condotto rubriche giornalistiche su Olbianova. Insomma, non se n’è stato con le mani in mano. Mai.
Ciao Costa’, ci mancherai, mancherai ai tuoi cari, a chi ti ha voluto bene e alla “tua” Olbia.

