Minacciato da una cliente positiva al covid che pretendeva di ricevere il cibo al secondo piano di un condominio. È la storia di Marco (nome di fantasia) che ha scelto di raccontarci la sua ultima esperienza come rider di una nota azienda che effettua consegne a domicilio.
“La scorsa settimana dovevo consegnare a una cliente che abita in un palazzo – racconta Marco -. Una volta arrivato, l’ho chiamata al telefono. ‘Devi salire a portarmi il cibo – mi ha detto – perché sono positiva, altrimenti ti lascio una recensione negativa’.
Ho spiegato alla signora che in quel modo mi avrebbe fortemente danneggiato e che noi rider non siamo pagati per salire ai piani, e ho dunque lasciato il sacchetto all’ingresso del condominio. Il giorno dopo, aprendo sul cellulare la mia applicazione del lavoro, ho trovato la sua valutazione negativa. Esattamente quanto aveva minacciato”.
Marco ci spiega che un parere negativo per i riders può essere fatale. Uno solo, infatti, corrisponde a 3 punti in meno per il fattorino e che, per rimettersi in pari, occorre effettuare almeno 50 nuove consegne. I calendari di lavoro dell’azienda, che determinano le ore di ciascun lavoratore, vengono aperti il lunedì e il giovedì. “Avere 100 punti ti dà la possibilità di essere tra i primi fattorini ad accedervi. Con 3 punti in meno, il tuo calendario si apre un’ora dopo. Questo significa lavorare 4 o 5 ore, a fronte di 10, e quindi perdere tantissimi ordini”.
Il rider sottolinea che il cliente ha il dovere di presentarsi al numero civico per ricevere l’odine. “A volte saliamo nei palazzi quando si tratta di persone anziane ma non siamo obbligati a farlo. Nel mio caso, la cliente pretendeva la consegna nel suo appartamento ed essendo positiva al covid esponeva me al rischio di contagio”.
La donna è stata segnalata all’azienda mentre Marco, inizialmente intenzionato a denunciarla, è riuscito, in soli 3 giorni, ad effettuare 50 consegne. “Ho deciso di non rivolgermi alle Forze dell’Ordine soltanto perché ho recuperato rapidamente i punti ma di solito occorre almeno una settimana per riallinearsi.
Siamo lavoratori con partita IVA e paghiamo le tasse. Chiedo quindi agli olbiesi – conclude il rider – che prendano in considerazione le importanti conseguenze che per noi hanno le recensioni negative, spesso date per gioco o per farci un torto”.
