OLBIA. Rinunciare a 80 parcheggi a Porto Rotondo ha il sapore della beffa per tutti i soggetti in campo. Sia per il comune di Olbia che perde incassi corposi dai pacheggi chiusi (3 euro l’ora!) sia per gli esercenti della zona che fanno parte del Consorzio di Porto Rotondo i cui clienti vanno altrove e sia per i 54 proprietari di quelli sotto la piazza Krizia che hanno denunciato l’amministrazione chiamata a pagare i danni subiti.
Si, perché, secondo i titolari dei parcheggi acquistati dal costruttore Tecninvest, le infiltrazioni d’acqua e le crepe sui muri sono colpa del Comune che ha concesso l’accesso in superficie anche a camion e mezzi pesanti con rimorchio. Danni per una sciocchezza, quantificati in circa 30mila euro che però l’amministrazione non vuol pagare. Ed ecco il motivo della prima carta bollata.
Non solo, il Comune, vista la situazione di rischio crolli, ha fini per transennare l’ingresso anche al parcheggio delle auto. Morale: tutti ci perdono, Comune compreso che, attraverso l’Aspo, perde l’incasso di centinaia di migliaia di euro.
Sicuramente, però, c’è dell’altro. Perché non è possibile che il Comune perda circa 250 mila euro per un paio di mesi di soste a 3 euro l’ora per non pagare i danni ai privati per 30mila euro. Non sta in piedi soprattutto per una macchina amministrativa che deve alimentare un bilancio di oltre 100 milioni euro.
Al momento nessuno è in grado di dire come andrà a finire. Di certo piazza Krizia resta chiusa con la guerra di carte che si annuncia lunga.

