OLBIA. Con i suoi “Brevi frammenti” è riuscito ad esprimere parte dell’universo interiore che ha dentro e lo ha fatto in sessantasei pagine di versi. Francesco Giua, 26 anni, olbiese, presenta il suo primo libro di poesie nato dall’idea di valorizzare la semplicità.
“Lo dedico a chi non si vuole arrendere alla banalità – dichiara il giovane, studente di Lettere all’Università di Sassari e dipendente stagionale all’aeroporto di Olbia -. Per me era importante approcciarmi alle cose più autentiche della vita e dar loro risalto”.
Attraverso la scrittura in versi il 26enne, cresciuto a pane e Charles Baudelaire, Franco Arminio e Patrizia Cavalli, riesce a mettere a fuoco attimi irripetibili sui quali la prosa non si sofferma. “La poesia – dice l’autore del libro disponibile in formato cartaceo ed ebook anche su Amazon – è un mezzo che sublima la realtà e le dà un connotato unico e speciale. Un modo per raccontare in modo delicato quello che vedo. Ringrazio i miei genitori e mio fratello che mi hanno sempre supportato nel mio percorso”.
Animo profondo e appassionato di versi dall’età di 17 anni, Giua ha le idee molto chiare: “Non voglio fare il poeta. Piuttosto punto ad esserlo. Per me essere poeta significa avere la capacità di uscire da canoni stereotipati ed essere in grado di far emergere la meraviglia da ogni oggetto, persona e situazione. Vivo di poesia e la sento ovunque. Laddove non la trovo – conclude il 26enne – la ricerco disperatamente”. Di seguito una delle poesie di “Brevi frammenti”:
Vorrei cercare le tue mani
delicati fili che si incrociano
in disparte da ogni sentiero
capaci di traversare le pareti.
È la contiguità,
distrugge le reiette indifferenze
comprende solo il rumore
di un impalpabile manifestarsi.

