Dopo le dichiarazioni del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, rilasciate nel corso della conferenza di fine anno in merito alla nascita della cittadella dello studente con la realizzazione di almeno tre nuovi istituti superiori, abbiamo intervistato in proposito il dirigente del liceo scientifico Lorenzo Mossa, Luigi Antolini.
- Cosa ne pensa della nuova posizione del sindaco sul trasferimento delle Superiori?
Ho accolto favorevolmente e con molto interesse la dichiarazione del Sindaco perché apre una prospettiva concreta di progettazione dell’edilizia scolastica del 2° ciclo. Ciò darà risposte adeguate ai bisogni formativi della nostra città, in un orizzonte temporale di medio e lungo periodo.
- Ritiene che Nizzi abbia ascoltato le vostre lamentele?
Più che di lamentele parlerei di una posizione di stimolo e di massima collaborazione che i Dirigenti scolastici hanno voluto esprimere in questi ultimi anni e in particolare nella nostra conferenza stampa dei primi di dicembre 2021.
In quell’occasione abbiamo voluto approfondire due problematiche importanti e correlate: da un lato la situazione emergenziale, che peraltro ha sempre visto la Provincia – Zona omogena di Olbia Tempio impegnata in prima linea insieme ai Dirigenti scolastici. In tempi recenti, grazie anche all’impulso del sub commissario dott. Carzedda, sono state sempre trovate le soluzioni più adeguate rispetto alle condizioni date. Penso nel nostro caso alla succursale del Delta Center sulla quale tornerei dopo.
Dall’altro lato, la necessità di avviare un processo decisionale e tecnico – progettuale grazie al quale superare appunto tutte le emergenze legate alla carenza di aule e spazi didattici. Pertanto, credo che da parte nostra ci sia piena sintonia con le posizioni del Sindaco e che ci sarà piena disponibilità a collaborare nel contesto delle le decisioni che saranno assunte dalle Amministrazioni interessate, a livello provinciale e comunale.
- Che caratteristiche dovrà avere il nuovo insediamento?
Se volessi “sognare a occhi aperti”, visto che l’orizzonte temporale della mia pensione si avvicina sempre di più, penserei a un contesto integrato di risorse materiali e servizi che diverse scuole potranno co – gestire. Oltre alle aule e agli ambienti didattici, strutture per l’attività motoria e sportiva, per attività culturali e di aggregazione sociale, insomma una “cittadella scolastica” come è stata definita dal Sindaco.
- Auspica una partecipazione dei dirigenti scolastici nella fase di progettazione?
Sono sicuro che ci sarà, anche perché il contributo delle scuole e dei loro dirigenti è comunque previsto dagli attuali strumenti di progettazione attraverso l’elaborazione del cosiddetto Documento preliminare alla progettazione. Si tratta di far dialogare pedagogia e architettura, per individuare modelli didattici e ambienti di apprendimento innovativi cui dovranno rispondere strutture e spazi funzionali.
- Finalmente si scappa dalla zona industriale?
Spero che la prospettiva condivisa di cui stiamo parlando ponga fine finalmente ad una discussione pubblica che, a mio avviso, rischiava di “incrostarsi” fra la posizioni di due “tifoserie”, l’una pro e l’altra contro la zona industriale. Questo dibattito ha coinvolto, per certi aspetti impropriamente, la nostra bella sede della succursale del Delta Center, anche con recenti interrogazioni a vari livelli istituzionali, compreso il Parlamento.
Da qualche tempo, anche in situazioni pubbliche, definisco la succursale del Liceo Mossa una sede “provvisoria ma non precaria”. Provvisoria, perché in attesa del futuro polo scolastico, e determinata da una situazione emergenziale di congestione degli spazi della sede centrale che, già nel 2018, era diventata non più sostenibile per ragioni didattiche e di sicurezza.
Grazie all’impegno della struttura commissariale e tecnica della Zona omogena, il liceo, attraverso il Consiglio di istituto, ha potuto fare l’unica scelta possibile rispetto all’alternativa dei doppi turni. Chiunque fosse legittimamente interessato ad approfondire il relativo processo negoziale e decisionale può consultare il verbale del Consiglio di istituto del 28 marzo 2019, pubblicato sul sito web del Liceo Mossa.
Non precaria, grazie all’impegno profuso in sinergia dalla scuola e da diversi attori, la Zona Omogena Olbia Tempio della Provincia di Sassari, l’Amministrazione comunale, l’Aspo, il Cipnes e ovviamente l’imprenditore proprietario del Delta. Infatti, pur consapevole dei potenziali disagi che avremmo dovuto affrontare e di alcuni aspetti che vanno affrontati in un’ottica di costante miglioramento, ritengo che i nostri studenti e i loro docenti svolgano le attività in un contesto accogliente e funzionale sia dal punto di vista didattico che della sicurezza.
Pertanto, per il momento non penso che “scapperemo” dalla zona industriale e sono sicuro che continueremo a lavorare tutti per assicurare e migliorare costantemente i livelli di adeguatezza, efficacia e sicurezza del servizio scolastico svolto nella succursale.
- Cosa e come risponderebbe alle interrogazioni parlamentari di cui ha parlato prima?
Per esperienza diretta, sono sicuro che il Ministro della Pubblica Istruzione chiederà, per il tramite del Direttore Generale dell’Ufficio scolastico della Sardegna, informazioni e notizie necessarie per rispondere all’interrogazione.
Per dovere d’ufficio cercherò di fornire tutti i riscontri oggettivi e non quelli frutto di opinioni o percezioni. Credo però che chiederò all’Ufficio scolastico regionale una visita ispettiva per accertare e verificare sul campo tutti gli elementi denunciati nell’interrogazione parlamentare.
Questo perché sarebbe opportuno avere un punto di vista istituzionale e ufficiale che possa avvalorare quanto ho appena espresso sulla succursale o, in caso contrario, prenderne atto e assumere le decisioni conseguenti. Resto comunque fiducioso anche perché non vorrei affrontare l’unica alternativa possibile e cioè i doppi turni.

