Oggi ripercorriamo un tratto di costa del comune di Olbia, ricco di sentieri costieri, ricordando i nomi storici attribuiti dall’ufficio toponomastica. Siamo nella parte meridionale del Golfo di Olbia, sul versante di Murta Maria.
Partendo dalla fine della spiaggia di Marina Maria, la vecchia peschiera retrostante è indicata come Stagno Ozzastru Muzzu. Nella parte finale, di fronte all’isolotto di Patron Fiasu, un piccolo sistema di dune sopravvissuto all’erosione prosegue nel tratto di costa successivo, fino all’inizio della parte rocciosa: Lu Pultittu.
Un primo sentiero costiero ci conduce a Sa punta e su tronfinu, e poi alla spiaggia di Li Cuppeddi. Prima di arrivare alla successiva spiaggia di Su Sarrale (Bunthe) è ben visibile tra le rocce Su Furru e Sa Calcina de Su Sarrale, una testimonianza del periodo della produzione della calce.

Dopo gli scogli di Li Contri di li Malgoni, poco prima di arrivare alla spiaggia di Li Cuncheddi, si passa alla contra dei marinai, dove, a causa della convergenza dei venti dominanti, dopo i naufragi poteva capitare di ritrovare i corpi esanimi degli sventurati. Questa zona era conosciuta come Sos Marinaios. Un piccolo cimitero si trova dietro l’incantevole piccola Spiaggia della Contra.
Il tratto di mare che ci porta verso Poltu Manzu, ricco di scogli e secche affioranti, zona molto insidiosa per la navigazione era conosciuto come Sos Passizzeddos.

Un altro bel sentiero ci conduce da Poltu Manzu fino a Porto Vitello. Questo fantastico tratto di costa è stato scelto nel 2018 come set di quasi tutte le scene sul mare della serie prodotta da George Clooney, “Catch 22”. Oltre Punta Ruja si trova una piccola baia con, al centro, Sa Rocca e S’Imbrestia e subito dopo la minuscola insenatura di Poltu Abe, raggiungibile, grazie ad un breve sentiero, da via Punta Ruia.
Il tratto successivo, percorribile anche lungo la costa, arriva a Poltu Casu, probabilmente la più bella spiaggia della zona, baia riparata dallo scirocco e, per questo motivo, molto frequentata anche dai diportisti. Di fronte, i due isolotti di Sos Tulcos, e prima di arrivare a Capo Ceraso, Poltu Paza, e Sa Toa.
Dalla spiaggia di Poltu Paza, al termine di via Fontana Umbrina, inizia il sentiero costruito durante la seconda guerra mondiale, che porta alla piccola caserma e poi in vetta alla vedetta, dove era posizionata la batteria contraerea (> vedi articolo).
