La Regione cala le norme per zone agricole (E). In buona sintesi sarà sufficiente possedere un ettaro (e non tre come previsto nei PUC di molti comuni come Olbia) per poter costruire una casa colonica di circa 100 metri quadri. L’atto regionale ha lo scopo di creare una nuova attività per gli imprenditori agricoli a favore del lavoro del settore primario e contro lo spopolamento delle campagne. “Ci apprestiamo a vivere una nuova era per le nostre campagne”, dice l’assessore Sanna.
Per quanto riguarda i controlli “saranno rigidissimi – fa sapere l’assessore dell’Urbanistica, Quirico Sanna -. La regolarità delle autorizzazioni sarà assicurata non solo da severi controlli sulla parte normativa ma anche nel momento in cui le strutture saranno terminate”.
Con questo si vuole evitare speculazioni, come spesso avveniva in passato quando le case coloniche venivano vendute trasformandosi in autentiche residenze turistiche. È bene specificare che le amministrazioni comunali non dovranno sborsare un centesimo per le opere di urbanizzazione. Gli impianti idraulici e fognari, così come l’illuminazione, saranno a completo carico del proprietario.
“Specifico che nelle costruzioni in agro si può applicare il Piano casa con le volumetrie concesse – sottolinea l’assessore regionale -. Una norma chiara, non interpretativa, quindi, con gli uffici comunali chiamati alla sua completa applicazione. Certamente lo saranno, e lo dovranno essere obbligatoriamente, gli uffici di tutela, perché non si possono discostare dall’atto di indirizzo da me firmato”.
Il timore è che si possa aprire un nuovo fronte di opposizione alla legge regionale come è avvenuto per le concessioni balneari. “Ovvio che ci sarà qualcuno che ancora insisterà – dice Sanna – però noi saremo estremamente chiari, magari ricorrendo anche ai disegnini o a più moderne slide sintetiche”.
Quirico Sanna si augura che non ci siano intoppi: “Spero di non dover ulteriormente intervenire ma qualora ci fosse bisogno ritornerò sull’argomento. Detto ciò, sono a disposizione dei tecnici comunali che vorranno avere dei chiarimenti. A tal proposito conto anche fare delle videoconferenze sempre con lo spirito di leale collaborazione per cercare di rendere utile anche l’importante strumento del Piano casa”.

